Xiu Xiu

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Intervista realizzata con Jamie Stewart per Quindie/Radio Torino Popolare il 12 maggio 2005 al Cafè Procope (Torino)

Vincenzo: Partiamo dal motivo per cui sei qui a Torino in questi giorni: la collaborazione con i Larsen.

Jaime: L’anno scorso siamo venuti a suonare a Torino proprio qui, al Procope. La serata era organizzata da Fabrizio Modenese Palumbo, conoscevamo già la musica dei Larsen e si è iniziato a parlare di fare qualcosa insieme. Ci siamo rivisti in alcune occasioni e finalmente siamo riusciti a trovare il tempo per incontrarci qui a Torino, nei loro studi. Il materiale che abbiamo registrato mi pare davvero molto interessante, ci sono elementi musicali di entrambi i gruppi ma il risultato una cosa completamente differente.

V: Come ti trovi in Italia?

J: Mi sento a casa. È difficile fare paragoni tra l’Italia e gli Stati Uniti ma se da noi trionfa l’individualismo qui c’è un’atmosfera più rilassata, più amichevole. La gente è a dir poco meravigliosa.

V: Dopo Faboulous Muscles l’anno scorso, gli Xiu Xiu stanno per tornare nei negozi con due nuovi dischi, Life and Live e La Forêt. Che ruolo hanno nel vostro percorso?

J: Life and Live è un vero esperimento. Si basa su delle registrazioni che ho effettuato durante un tour in Giappone con Devendra Banhart. Io suonavo da solo con la chitarra, non è una novità per me che avevo già pubblicato Fag Patrol. Erano registrazioni abbastanza grezze, il più delle volte ambientali. Ma riascoltando questo materiale mi sono accorto che aveva un fascino particolare e ho deciso di pubblicarlo. È una piccola collezione di brani acustici registrati dal vivo in bassa fedeltà. La Forêt è invece il quarto album ufficiale dei Xiu Xiu e uscirà a luglio su varie etichette sparse per il mondo. Ci sono canzoni più politiche rispetto agli album precedenti, le tematiche riguardano maggiormente la violenza vista da diversi punti di vista. Musicalmente sarà più orchestrale dei precedenti, più ricco di dettagli.

V: In quattro anni hai pubblicato quattro album, un disco acustico e un live, senza contare molte collaborazioni. Sei senza dubbio un artista prolifico.

J: Lavorare con la musica è una vera e propria droga, non posso farne a meno. Non mi pongo il problema di calcolae i tempi delle uscite, non me ne frega molto se il mercato è saturo e tutte queste stronzate. Io faccio musica perché ne ho bisogno, tutto qui.

V: Nella vostra musica c’è sempre una ricerca su suoni nuovi prodotti da strumenti inusuali che a volte non sono nemmeno strumenti. Come si integrano agli strumenti tradizionali?

J: Dipende dalla canzone, non succede sempre nello stesso modo. Ci sono canzoni che nascono da un singolo suono sul quale man mano costruiamo l’arrangiamento, poi ci sono canzoni più emozionali che quasi sempre nascono per voce e chitarra. A volte rimangono così, altre volte anche loro subiscono un forte processo di trasformazione.

V: Xiu Xiu è una band o possiamo considerarlo il tuo pseudonimo?

J: Xiu Xiu è una band, specialmente in fase di registrazione quando sono coinvolte molte persone. È un progetto aperto: c’è gente che viene, gente che va e gente che torna. Dal vivo preferiamo presentarci in due, è una formula ormai collaudata che funziona bene.

V: Ascoltanto la tua musica mi viene spesso in mente l’aggettivo catartico. C’è qualche collegamento con quello che fate?

J: Non sono bravo a dare definizioni alla mia musica, so solo che quando suono e quando canto sì, c’è sicuramente qualcosa di catartico rispetto ai miei pensieri e alle mie paure.

V: L’anno scorso, prima del concerto, avete fatto un appello per chiedere il completo silenzio. Quant’è importante per voi?

J: A volte la gente non capisce che chi sta sul palco sta vivendo qualcosa di forte a due passi da te. Sembra che stia guardando la televisione e si sente autorizzata a chiacchierare, fare commenti. Lo trovo terribilmente fastidioso. Poi per il tipo di musica che facciamo il silenzio è fondamentale, giochiamo molto con l’altissimo e il bassissimo.

V: Cosa stai ascoltando ultimamente?

J: Non per piaggeria ma ultimamente ascolto soprattutto l’ultimo lavoro dei Larsen1, che adoro. Mio fratello mi ha passato una compilation di musica dance, non è il mio genere ma l’apprezzo molto. In generale non sono una persona capace di ascoltare moltissimi dischi al tempo stesso, se c’è qualcosa che mi prende particolarmente mi ci dedico fino a stancarmene.

Xiu Xiu © 2026 di Vincenzo Palatella su licenza CC BY-NC 4.0

  1. Si tratta di Rever del 2002.