{"id":593,"date":"2026-03-13T20:50:14","date_gmt":"2026-03-13T20:50:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.vincenzopalatella.com\/main\/?page_id=593"},"modified":"2026-03-16T21:22:07","modified_gmt":"2026-03-16T21:22:07","slug":"stefano-giaccone","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.vincenzopalatella.com\/main\/archivio\/interviste\/stefano-giaccone\/","title":{"rendered":"Stefano Giaccone"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"591\" height=\"429\" src=\"https:\/\/www.vincenzopalatella.com\/main\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/giaccone-foto.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-784\" srcset=\"https:\/\/www.vincenzopalatella.com\/main\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/giaccone-foto.jpg 591w, https:\/\/www.vincenzopalatella.com\/main\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/giaccone-foto-300x218.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 591px) 100vw, 591px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><a href=\"https:\/\/lultimathule.wordpress.com\/2018\/04\/16\/stefano-giaccone-1998-2006\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Stefano Giaccone<\/a>\u00a0\u00a9 2018 di Federico Guglielmi<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/803182-Stefano-Giaccone\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Stefano Giaccone su Discogs<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><em>Intervista realizzata per ilcielosutorino.org il 19 aprile 2002 ai Giardini Reali (Torino)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Vincenzo: Iniziamo dai <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/495742-Franti\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Franti<\/a>: puoi tracciarmi brevemente il percorso di questa esperienza?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Stefano: La storia dei Franti prende avvio nell&#8217;ultimo anno di liceo, nel &#8217;79. Inizialmente coinvolge tre compagni di classe, poi abbiamo incontrato subito qualche difficolt\u00e0, i primi anni &#8217;80 sono stati duri per gente come noi, direttamente coinvolti nel movimento politico di allora. Nonostante le difficolt\u00e0 abbiamo tirato dritto, abbiamo registrato una prima cassetta, <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/release\/4367307-Franti-A-B\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\"><em>A\/B<\/em><\/a>. C\u2019era <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/4148860-Luca-Colarelli\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Luca Colarelli<\/a>, il cantante dei <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/1110377-Deafear\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Defear<\/a>, gruppo imparentato con i <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/1805245-Blind-Alley-2\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Blind Alley<\/a>, c\u2019erano <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/199255-Lalli\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Lalli<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/803180-Vanni-Picciuolo\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Vanni Picciuolo<\/a> e <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/803179-Paolo-Plinio-Regis\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Paolo Regis<\/a>, scomparso negli ultimi anni. Tra l&#8217;82 e l&#8217;83 il gruppo ha assunto una pianta stabile di cinque musicisti e un sacco di gente attorno che ci dava una mano, soprattutto in studio. Di qui in poi la storia dovrebbe essere nota.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Franti - Luna nera - No future\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/qpg66LQJ0Ps?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>V: Una storia segnata da una strenua indipendenza.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>S: Certamente, anche se va detto che in quegli anni non c&#8217;erano altre possibilit\u00e0. Erano gli anni in cui si iniziava a parlare della &#8220;nuova musica italiana cantata in italiano&#8221;, si stava creando un circuito alternativo piccolo ma funzionante tra i collettivi punk distribuiti tra le varie citt\u00e0 italiane e altre realt\u00e0: piccole riviste musicali che facevano da cassa di risonanza, gruppi di persone che si auto-organizzavano per mettere su concerti e distribuire i dischi. Per qualche anno c&#8217;\u00e8 stata questa possibilit\u00e0 di realizzare ci\u00f2 che si voleva riguardo l&#8217;indipendenza mentre oggi il confronto con il mercato discografico \u00e8 inevitabile. Viviamo in un mondo interamente organizzato attorno al concetto di mercato ed \u00e8 praticamente impossibile rimanerne al di fuori se vuoi suonare: c&#8217;\u00e8 una lunga serie di passaggi che portano la tua musica al pubblico, tu puoi avere il controllo di una piccola parte di questi passaggi, ma difficilmente potrai controllare tutto. Paradossalmente, poi, con l&#8217;esplosione dei centri sociali la fetta di torta riguardante quel tipo di musica \u00e8 diventata abbastanza appetibile per l&#8217;industria discografica. C&#8217;\u00e8 stata gente ben contenta di passare al professionismo e al management; questo ha significato il declino delle possibilit\u00e0 di rimanere indipendenti. Oggi in Italia \u00e8 possibile fare musica con etichette piccole, che lasciano molta libert\u00e0 in campo creativo, ma si tratta comunque di realt\u00e0 professionali che pur seguendo attitudini artistiche differenti da quelle dei grandi nomi alla fine devono badare al proprio bilancio. I Franti sono stati parte e promotori di una realt\u00e0 di autoproduzione e di autodistribuzione nella quale credevamo e che ha funzionato, per un po\u2019.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>V: Dal punto di vista musicale mi pare che i Franti non si siano mai posti limiti artistici, e l&#8217;assenza di un genere predefinito sembra un po\u2019 il marchio di fabbrica del gruppo.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>S: In generale l&#8217;artista non \u00e8 quasi mai nella situazione ottimale per capire quello che realmente sta facendo. Non eravamo molto consapevoli delle cose che facevamo, non ci siamo mai messi a tavolino dicendo &#8220;adesso mescoliamo il free jazz con i <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/58687-Jefferson-Airplane\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Jefferson Airplane<\/a> e <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/490256-Francesco-Guccini\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Guccini<\/a>&#8220;, per dire tre cose che ascoltavamo e che ci piacevano. La nostra musica \u00e8 sempre nata attraverso l&#8217;interazione tra i componenti del gruppo. Ci\u00f2 che contraddistingueva quegli anni \u00e8 che, soprattutto nella new wave, se compravi un disco dei <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/28972-The-Cure\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Cure<\/a>, dei <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/3898-Joy-Division\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Joy Division<\/a> o di <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/80501-Siouxsie-The-Banshees\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Siouxise &amp; the Banshees<\/a>, era che ogni disco conteneva una serie di canzoni sostanzialmente molto simili dal punto di vista del suono e della concezione della canzone stessa, mentre il mondo italiano dei cantautori, da <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/1053623-Claudio-Lolli\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Claudio Lolli<\/a> a <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/660740-Fabrizio-De-Andr%C3%A9\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Fabrizio De Andr\u00e9<\/a>, ha sempre avuto un&#8217;attitudine pi\u00f9 pop, e nei loro dischi potevi trovare diverse influenze e diverse atmosfere. Questo per noi era assolutamente positivo. Tra le due tendenze probabilmente oggi prevale la prima, perch\u00e9 \u00e8 cambiato il modo di ascoltare, la velocit\u00e0 della vita stessa. Tornando all&#8217;eclettismo dei Franti ognuno di noi aveva ascolti differenti e ognuno portava il proprio contributo: non abbiamo mai nascosto di aver attinto a piene mani dal repertorio della musica mondiale. Questa era la nostra attitudine ed \u00e8 ancora quella che conservo io: la musica appartiene a tutti, \u00e8 un grande contenitore dal quale tu puoi prendere ci\u00f2 che ti piace rielaborando e citando ogni riferimento. \u00c8 cos\u00ec che circolano le idee. Chiaramente deve esserci un tuo modo di assemblare le cose, mettendoci del proprio.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>V: E questo nei Franti si sente, c&#8217;\u00e8 sempre un filo conduttore.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>S: C&#8217;\u00e8 ed \u00e8 una cosa che mi fa molto piacere. A mio parere il filo conduttore \u00e8 il tocco delle persone che suonavano, tanto \u00e8 vero che i progetti nati dopo lo scioglimento dei Franti non funzionavano alla stessa maniera perch\u00e9 non c&#8217;erano le stesse persone. Per me un pezzo dei Franti \u00e8 inconfondibile perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 Lalli che canta, un certo modo di suonare la chitarra, un sassofono particolare e cos\u00ec via.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Franti - Luna nera - Preacin&#039; blues\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/IreEIkUmHlw?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>V: Anche se si parla di <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/272142-Robert-Johnson\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Robert Johnson<\/a> o di <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/20702-Linton-Kwesi-Johnson\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Linton Kwesi Johnson<\/a>.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>S: La versione di &#8220;Preachin&#8217; Blues&#8221; di Robert Johnson \u00e8 filtrata dalla versione dei <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/270779-The-Gun-Club\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Gun Club<\/a>, un gruppo che a me piaceva molto perch\u00e9 affondava le radici nel blues americano adottando un&#8217;attitudine molto punk, sporca e cattiva, un po\u2019 come <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/31844-Nick-Cave\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Nick Cave<\/a> ha fatto in <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/master\/17126-Nick-Cave-And-The-Bad-Seeds-The-Firstborn-Is-Dead\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\"><em>The Firstborn is Dead<\/em><\/a>. Per &#8220;Preachin&#8217; Blues&#8221; ci piaceva l&#8217;idea che i Gun Club avessero rifatto Robert Johnson, personaggio incredibilmente moderno tanto per i testi che per la sia storia. \u00c8 diventato una sorta di icona rispetto al modo di vivere l&#8217;esistenza, e per questo ci faceva piacere omaggiarlo. &#8220;Il battito del cuore&#8221; \u00e8 invece una poesia di Linton Kwesi Johnson, musicista e poeta di origine giamaicana che ha utilizzato il reggae per portare avanti discorsi importanti dal punto di vista sociale e politico. Il reggae \u00e8 stato per alcuni anni l&#8217;espressione folk di un popolo e ci interessava molto, anche se abbiamo cercato di dare un&#8217;impronta molto personale al pezzo: per questo abbiamo scelto una poesia evitando di cantare, anche perch\u00e9, tra l&#8217;altro, Lalli ha sempre amato molto la poesia di Johnson e degli altri poeti inglesi &#8211; west indians.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>V: Come si \u00e8 arrivati allo scioglimento del gruppo?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>S: Eh, non lo so esattamente neanch\u2019io. C&#8217;\u00e8 stata una grande scommessa tra di noi, pi\u00f9 sul piano esistenziale che musicale. Vivevamo tutti insieme, dividevamo tutto compresi i soldi e la costruzione del nostro futuro. Ad un certo punto non eravamo pi\u00f9 ragazzini e le cose si sono fatte pi\u00f9 complicate tra impegni di lavoro e problemi personali, non tanto tra di noi quanto piuttosto tra noi e l&#8217;esterno. Un altro fatto importante \u00e8 stato il cambiamento dell&#8217;attitudine con cui la gente veniva ad ascoltarci: si cominciava a parlare di noi anche sui giornali e questo ha cambiato la composizione umana del nostro pubblico. Questo ci ha messo di fronte a una scelta: c\u2019era chi era disposto a rilanciare la sfida e chi non se la sentiva. Questo ha portato ad una situazione difficile e alla fine non siamo pi\u00f9 riusciti a tenere i pezzi insieme. Ormai quello che potevamo fare in quel contesto l&#8217;avevamo fatto, avremmo dovuto cambiare in qualche modo e non ce la siamo sentita.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>V: Come vanno considerati i progetti successivi (<a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/914710-Howth-Castle\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Howth Castle<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/849426-Orsi-Lucille\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Orsi Lucille<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/724586-Environs\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Environs<\/a>, ecc.)? Nuove vite di Franti o storie a parte?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>S: In parte si pu\u00f2 dire che siano state nuove vite di Franti, perch\u00e9 la componente umana \u00e8 sempre stata un elemento molto forte. Per molti anni io, Lalli, Vanni e Massimo abbiamo continuato a suonare e a fare dischi insieme, sempre con la stessa attitudine pur con un modo differente di interagire con il mondo attorno. Poi ognuno ha trovato la sua strada, anche se in alcuni casi i percorsi sono stati paralleli. Dall&#8217;altra parte non penso che si possa parlare di prosecuzioni dell&#8217;attivit\u00e0 dei Franti: anche emotivamente \u00e8 stato come salire su un treno differente perch\u00e9 con la fine degli anni &#8217;80 la mia percezione del mondo \u00e8 cambiata in modo brutale e doloroso e penso che questo valga anche per gli altri.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Howth Castle - Live - 3 febbaio 1993\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/hNYEEtqkZOI?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>V: Ti capita oggi di sentire i frutti dei semi piantati da Franti in altri artisti?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>S: Mi capita eccome, soprattutto dal punto di vista dell&#8217;attitudine, dell&#8217;uso della grafica e della parola parlata. Proprio qualche giorno fa ho ascoltato il disco di un ottimo gruppo savonese di punk che si chiama <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/1409066-Affranti\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Affranti<\/a> e al di l\u00e0 dell&#8217;assonanza del nome ho notato una serie di riferimenti precisi, tra cui un elenco dei musicisti che conta venti persone includendo anche il tipo che fa i panini al bar. Questo \u00e8 un modo di non prendersi troppo sul serio, senza quell&#8217;attitudine da carta patinata di bassa lega che rilevo in altre esperienze. Un altro gruppo che mi ricorda un po\u2019 noi \u00e8 il <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/1932389-Il-Parto-Delle-Nuvole-Pesanti\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Parto delle Nuvole Pesanti<\/a>. Poi chiss\u00e0, magari nessuno di questi ha mai ascoltato un nostro pezzo ma mi piace pensare che qualcuno, anche ascoltando solo una manciata di pezzi o guardando la copertina di un nostro album, abbia preso qualcosa da noi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>V: Come hai visto cambiare la scena torinese in questi 20 anni?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>S: Ho seguito fino ad un certo punto le vicende musicali della citt\u00e0. Ci sono caratteristiche che mi piacciono molto e che mi sembrano essersi conservate: Torino \u00e8 una grande citt\u00e0 che conserva una mentalit\u00e0 provinciale che permette agli artisti di collaborare molto tra di loro, rispettandosi e aiutandosi. Ovviamente alla torinese, diffidente, distaccato e non caciarone. Qualche tempo fa ho suonato in Veneto, uno degli organizzatori mi ha detto che ha avuto a che fare con artisti di tutta Italia ma c&#8217;\u00e8 qualcosa che distingue i gruppi torinesi. \u00c8 una cosa che mi fa molto piacere e che condivido. Altre caratteristiche sono cambiate molto. Il mercato crea le sue piccole e grandi star, ha bisogno di inserire a getto continuo nei propri scompartimenti economici e mentali nomi pi\u00f9 o meno nuovi e Torino non sfugge a questa logica. Qualche anno fa si accusava Torino di essere &#8220;poco artistica&#8221;, poi la situazione si \u00e8 fatta vivace e ha visto gruppi diventare famosi e arrivare anche primi in classifica. Tutto sommato anche questi gruppi portano i segni di questa citt\u00e0, che rispetto a Milano non segue in maniera maniacale l&#8217;ultima tendenza solo per il gusto di per arrivare prima. I torinesi non arrivano quasi mai primi per\u00f2 quando arrivano sono migliori di altri. Torino sta cambiando e cambier\u00e0, vista anche la situazione economica che si profila. Questo non pu\u00f2 che rispecchiarsi nella musica: la scena alternativa \u00e8 sicuramente pi\u00f9 debole, i centri sociali sono sopravvissuti ma sono diventati pi\u00f9 di nicchia, meno rappresentativi di un tempo. Infine non credo che Torino si salvi dalla tendenza sempre pi\u00f9 diffusa di non sapere ascoltare la musica dal vivo: ci sono molti concerti, grandi e o meno grandi, ma la gente a mio parere non va pi\u00f9 l\u00ec ad ascoltare la musica. Anche perch\u00e9, non vorrei essere cattivo, ma credo che ci sia ben poco da ascoltare: tutto \u00e8 molto concentrato sull&#8217;esteriorit\u00e0 e sulla ripetizione di moduli ritmici e musicali.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>V: Qui si rientra in un discorso pi\u00f9 ampio che riguarda la fruizione della musica ai giorni nostri.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>S: Be\u2019, s\u00ec. Sono cambiate molte cose nel modo in cui la gente usufruisce della musica dal vivo. Oggi il concerto oggi \u00e8 un evento sociale, un modo come un altro per trovarsi, non diversamente da quello che faceva Fiorello in piazza Vittorio dieci anni fa con il karaoke. La non-cultura dello zapping ti fa credere che la realt\u00e0 sia una serie di immagini delle quali possiamo usufruire a piacimento e ci porta a non avere pi\u00f9 voglia di sedersi su una sedia ad ascoltare chi suona. Quando io ho iniziato a suonare la situazione era diversa: un concerto rappresentava un modo di vivere, un certo tipo di opposizione al modo di vivere dei tuoi genitori e della televisione. C&#8217;era una voglia di cambiamento politico e morale che oggi non riesco a rintracciare. Per quanto riguarda l&#8217;ascolto degli album, ci sono ormai dei ritmi che non sono scelti ma imposti dal modo di vivere: mio padre ha lavorato per 40 anni in Fiat, ora si lavora quattro mesi da una parte e quattro mesi dall&#8217;altra. Questo ha cambiato completamente il ritmo vitale e quindi anche il modo di affrontare il fatto musicale. Oggi secondo me forse il venti per cento delle persone ascolta un disco dall&#8217;inizio alla fine, che sia per lavoro o perch\u00e9 sono musicisti o perch\u00e9 si tratta delle poche persone rimaste che vogliono seriamente ascoltare un disco, sedendosi in poltrona, sfogliando il libretto e leggendo i testi. Gli altri, la gente &#8220;normale&#8221;, oggi si fanno dire dall&#8217;amico quali sono i pezzi migliori, si fanno una sua copia e se l&#8217;ascoltano in macchina, dove passano la maggior parte della loro vita. Ci facciamo mille pippe mentali per decidere l\u2019ordine dei pezzi su disco ma in realt\u00e0 nessuno se ne accorge. I giovani non hanno apparentemente tempo di ascoltare con attenzione ma paradossalmente credo che quando entrano in relazione con i testi degli artisti, lo fanno pi\u00f9 intensamente che altri, anche se magari non si tratta di Guccini ma di <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/130185-Vasco-Rossi\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Vasco Rossi<\/a> o <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/253491-Alex-Baroni\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Alex Baroni<\/a>. Li conoscono a memoria, li scrivono sui diari, poi lentamente questa cosa sparisce e la musica diventa carta da parati. \u00c8 davvero brutto. Oggi \u00e8 difficile suonare dal vivo con soddisfazione, devi remare contro. C\u2019\u00e8 anche la responsabilit\u00e0 di chi suona: spesso si vuole mettere distanza tra l\u2019artista e il pubblico, \u00e8 una comunicazione a senso unico, come se il pubblico non debba avvertire che sul palco c&#8217;\u00e8 una persona vera che condivide uno spazio e un tempo con te. Questo atteggiamento da parte di chi suona \u00e8 sempre pi\u00f9 diffuso. Ci sono ancora le eccezioni come Guccini, uno che ci tiene a creare un clima quasi da osteria, oppure Claudio Lolli, che ha un po\u2019 lo stesso atteggiamento dal vivo. Uscendo dall&#8217;Italia posso citare i <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/82103-Fugazi\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Fugazi<\/a>, che hanno un rapporto molto reale con il pubblico dei loro concerti. In altri casi il concerto \u00e8 diventato uno spettacolo teatrale, con tanto di quarta parete, e ci stanno convincendo che va bene cos\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>V: Ora vivi in Galles. Come mai questa scelta?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>S: Si \u00e8 trattato di un&#8217;insieme di fattori, scelte personali e un po\u2019 di noia. Per due o tre anni non ho avuto un vero lavoro, ho cercato di tirare avanti solo con la musica ma non era semplice. Per tirare su due lire ho suonato dappertutto: dal centro sociale alla sagra della salsiccia e tutto mi sembrava diventare routine, facevo letteralmente la fame e avevo iniziato a perdere quel senso di eccitazione e di aspettativa che la musica mi dava prima. Il palco era l&#8217;unico posto dove mi trovavo a mio agio e al sicuro, ma questo non significava che mi divertissi. Negli anni immediatamente precedenti la mia partenza, risalente al 1998, avevo fatto un disco con <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/914715-Claudio-Villiot\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Claudio Villot<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/master\/341566-Stefano-Giaccone-Claudio-Villiot-Corpi-Sparsi\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\"><em>Corpi sparsi<\/em><\/a>, che mi ha dato poi la possibilit\u00e0 di lavorare e di suonare per un po\u2019 al Teatro dell&#8217;Elfo, incrociando personaggi differenti e un pubblico diverso, quello del teatro che paga un biglietto e si siede stando zitta. Molto borghese se vuoi ma in quel momento era ci\u00f2 di cui avevo bisogno. Poi, per questioni di lavoro o meglio di non lavoro, un estate andai a Londra a trovare Pete e Martin, due musicisti punk anarchici inglesi che avevo conosciuto anni prima. Alla fine mi ospitarono per tre mesi, poi ho conosciuto quella che sarebbe diventata mia moglie, ho avuto un bambino e ho deciso di trasferirmi a Cardiff. Erano gli anni della Lega, dell&#8217;assurdo scontro tra nord e sud. Quando tornavo mi chiedevo cosa cazzo stesse succedendo a questo paese, a questa gente. In Galles non mi trovo affatto male: per un po\u2019 ho trovato quello che cercavo, un mondo che non mi appartenesse del tutto e che dovevo scoprire; adesso suono, ho trovato persone molto in gamba anche se con un background culturale molto diverso dal mio. Questo in alcune occasioni mi ha un po\u2019 isolato, ma in fondo era proprio quello che cercavo. Ora a dire il vero mi piacerebbe rientrare, ci sto pensando con la mia famiglia, ma non so ancora bene se sia una cosa fattibile o meno.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Ti ho visto in piazza - Stefano Giaccone\/Mario Congiu 2004\" width=\"500\" height=\"375\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/5vG4fY6nHfI?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>V: So che sei al lavoro in questo periodo per due uscite.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>S: S\u00ec, sto lavorando al mio nuovo lavoro solista e ad un album a quattro mani con <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/1547795-Mario-Congiu\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Mario Congiu<\/a>. Per quanto riguarda il mio lavoro, provvisoriamente lo abbiamo chiamato <em>Tony Buddenbrock 2<\/em><span id='easy-footnote-1-593' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.vincenzopalatella.com\/main\/archivio\/interviste\/stefano-giaccone\/#easy-footnote-bottom-1-593' title='Verr\u00e0 pubblicato pochi mesi dopo con il titolo &lt;a href=&quot;https:\/\/www.discogs.com\/release\/3047330-Stefano-Giaccone-Tutto-Quello-Che-Vediamo-%C3%88-QualcosAltro&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noreferrer noopener nofollow&quot;&gt;T&lt;em&gt;utto quello che vediamo \u00e8 qualcos&amp;#8217;altro&lt;\/em&gt;&lt;\/a&gt;.'><sup>1<\/sup><\/a><\/span> ma potrei pubblicarlo con il mio vero nome. Ci sto lavorando da un paio d&#8217;anni tra Cardiff e Torino, aiutato da diversi amici: <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/1707844-Dylan-Fowler\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Dylan Fowler<\/a>, chitarrista con il quale ho gi\u00e0 suonato un paio di volte qui in Italia, <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/248051-Marco-Milanesio\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Marco Milanesio<\/a> e <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/1857049-Pierluigi-Giancursi\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Gigi Giancursi<\/a> dei <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/660715-Perturbazione\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Perturbazione<\/a> alla supervisione artistica. Non so ancora chi pubblicher\u00e0 il disco, io spero che esca ancora per la <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/label\/34927-beware!-RECORDS\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">beware!<\/a> a patto che abbia una distribuzione migliore perch\u00e9 il mio primo album ha ricevuto recensioni molto buone ma ha venduto poco o niente perch\u00e9 era difficile trovarlo. L&#8217;altro \u00e8 nato quasi per scherzo con Mario nei miei giorni liberi quando sono qui a Torino. L&#8217;obiettivo \u00e8 di reinterpretare una serie di canzoni di autori italiani, famosi e non, ci sono alcuni ospiti ma sostanzialmente Mario suona tutto. Tra parentesi: credo che Mario sia davvero in gamba sia come autore che come arrangiatore e strumentista. Lalli \u00e8 stata davvero fortunata a trovare due grandi teste musicali come lui e Pietro Salizzoni, altro ottimo musicista con un gusto differente da quello di Congiu, meno rock, pi\u00f9 acustico e jazz. Il disco \u00e8 abbastanza a buon punto e ha gi\u00e0 un titolo: <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/master\/1175730-Giaccone-Congiu-Una-Canzone-Senza-Finale\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\"><em>Una canzone senza finale<\/em><\/a>, tratto da una canzone dei <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/1448799-Truzzi-Broders\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Truzzi Broders<\/a> che rifacciamo nel disco. Conterr\u00e0 due reinterpretazioni di canzoni mie e di Mario, pezzi di <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/395176-Ivano-Fossati\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Ivano Fossati<\/a>, Fabrizio De Andr\u00e9, <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/319974-Luigi-Tenco\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Luigi Tenco<\/a>, Francesco Guccini, Lalli, <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/503075-Francesco-De-Gregori\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Francesco De Gregori<\/a>, Perturbazione e <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/2375355-Paolo-Manera\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Paolo Manera<\/a>. Dovremmo finire il lavoro prima che io rientri in Galles e poi cercheremo di trovare qualcuno disposto a pubblicarlo; ad ogni modo entrambi i dischi dovrebbero uscire entro la fine dell&#8217;anno, o almeno cos\u00ec spero. Tra l&#8217;altro tra breve dovrebbe uscire un terzo mini CD mio per la beware!, atteso insieme a quello dei <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/1450213-Cods\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Cods<\/a>, altro gruppo imparentato in qualche modo con Torino.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.vincenzopalatella.com\/main\/archivio\/stefano-giaccone\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Stefano Giaccone<\/a>&nbsp;\u00a9 2026 di Vincenzo Palatella su licenza&nbsp;<a href=\"https:\/\/creativecommons.org\/licenses\/by-nc\/4.0\/\">CC BY-NC 4.0<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stefano Giaccone su Discogs Intervista realizzata per ilcielosutorino.org il 19 aprile 2002 ai Giardini Reali (Torino) Vincenzo: Iniziamo dai Franti: puoi tracciarmi brevemente il percorso di questa esperienza? Stefano: La storia dei Franti prende avvio nell&#8217;ultimo anno di liceo, nel &#8217;79. Inizialmente coinvolge tre compagni di classe, poi abbiamo incontrato subito qualche difficolt\u00e0, i primi [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":523,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"iawp_total_views":2,"footnotes":""},"class_list":["post-593","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopalatella.com\/main\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/593","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopalatella.com\/main\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopalatella.com\/main\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopalatella.com\/main\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopalatella.com\/main\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=593"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.vincenzopalatella.com\/main\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/593\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":786,"href":"https:\/\/www.vincenzopalatella.com\/main\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/593\/revisions\/786"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopalatella.com\/main\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/523"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopalatella.com\/main\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=593"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}