{"id":624,"date":"2026-03-14T06:43:35","date_gmt":"2026-03-14T06:43:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.vincenzopalatella.com\/main\/?page_id=624"},"modified":"2026-03-16T21:38:22","modified_gmt":"2026-03-16T21:38:22","slug":"sushi","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.vincenzopalatella.com\/main\/archivio\/interviste\/sushi\/","title":{"rendered":"Sushi"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"686\" src=\"https:\/\/www.vincenzopalatella.com\/main\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/IM002242-1024x686.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-787\" srcset=\"https:\/\/www.vincenzopalatella.com\/main\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/IM002242-1024x686.jpg 1024w, https:\/\/www.vincenzopalatella.com\/main\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/IM002242-300x201.jpg 300w, https:\/\/www.vincenzopalatella.com\/main\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/IM002242-768x514.jpg 768w, https:\/\/www.vincenzopalatella.com\/main\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/IM002242-1536x1029.jpg 1536w, https:\/\/www.vincenzopalatella.com\/main\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/IM002242.jpg 1792w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><a href=\"https:\/\/www.vincenzopalatella.com\/main\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/IM002242-1536x1029.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Sushi live<\/a>\u00a0\u00a9 2003 by Vincenzo Palatella su licenza\u00a0<a href=\"https:\/\/creativecommons.org\/licenses\/by\/4.0\/\">CC BY 4.0<\/a><br><br><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/1681382-Sushi-13\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Sushi su Discogs<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><em>Intervista realizzata con <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/1173687-Ale-Bavo\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Alessandro Bavo<\/a> e <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/650273-Marco-Ciusky-Barberis\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Marco \u201cCiuski\u201d Barberis<\/a> per ilcielosutorino.org il 15 novembre 2002 a casa Bavo (Torino)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Vincenzo: A distanza di quasi un anno dall&#8217;uscita di <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/release\/2082087-Sushi-Un-Mondo-Terribilmente-Volgare\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\"><em>Un mondo terribilmente volgare<\/em><\/a>, riascoltandolo oggi, come lo valutate?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Alessandro: Credo che questo disco, a differenza del primo<span id='easy-footnote-1-624' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.vincenzopalatella.com\/main\/archivio\/interviste\/sushi\/#easy-footnote-bottom-1-624' title='&lt;a href=&quot;https:\/\/www.discogs.com\/master\/896533-Sushi-Un-Leggerissimo-Disturbo-Da-Panico&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noreferrer noopener nofollow&quot;&gt;&lt;em&gt;Un leggerissimo disturbo da panico&lt;\/em&gt;&lt;\/a&gt; del 1999.'><sup>1<\/sup><\/a><\/span>, sia riuscito a passare indenne la prova del tempo. Riascoltandolo adesso continua a piacermi, ci sono un sacco di cose che continuo ad amare e credo che il futuro dei Sushi passi necessariamente da questo disco, soprattutto come modo di lavorare. <em>Un mondo<\/em>&#8230; \u00e8 un disco che ci ha permesso di capire molte cose su noi stessi: ad esempio abbiamo per la prima volta fatto ricorso ad un vero batterista dopo aver utilizzato la batteria elettronica nel primo disco, poi c\u2019\u00e8 stato un gran numero di concerti e via dicendo. Abbiamo scritto canzoni pi\u00f9 mature, credo, e abbiamo adottato un metodo di lavoro diverso: il primo disco spesso viene da s\u00e9 perch\u00e9 \u00e8 una specie di raccolta del meglio che prodotto fino ad allora ma poi ogni volta che scrivi una canzone, pensi al fatto che probabilmente finir\u00e0 su disco, c&#8217;\u00e8 un approccio diverso, pi\u00f9 consapevole e riflessivo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ciuski: Anche il mio giudizio nei confronti del disco non \u00e8 cambiato molto. In questo disco ci riconosciamo pienamente, anche a distanza di tempo le sensazioni rimangono le stesse. Per me \u00e8 un disco importante, ci abbiamo messo dentro un sacco di cose e c&#8217;\u00e8 voluto un bel po&#8217; di tempo a terminarlo. Credo che le canzoni riescano a trasmettere significati forti, belli e chiari, nei quali continuiamo a riconoscerci. Anche nei concerti, abbiamo sempre apportato variazioni minime agli arrangiamenti, mentre i pezzi del primo album sono molto diversi da come sono suonati su disco, e credo che questo sia un segnale importante su quanto ci\u00f2 che abbiamo creato ci piace ancora adesso.<\/p>\n\n\n\n<p>A: A questo proposito, per me \u00e8 fondamentale che un gruppo riesca ad avere lo stesso sound in studio come dal vivo. Noi usiamo moltissime macchine e sequencer fin dalla sala prove, come qualsiasi altro strumento, non si tratta di un artefatto da studio utilizzato per ritoccare il suono dove ci sono delle mancanze. Quando usiamo le macchine dal vivo, il nostro sound rimane quello, non viene snaturato.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Sushi - Vittima Della Timidezza\" width=\"500\" height=\"375\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/tQHx8r9Wat8?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>V: A proposito del punto di vista musicale, mi sembra che nel disco ci sia una grande cura per i particolari.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>A: La musica che ascoltiamo \u00e8 fatta anche di questo. La new wave era musica suonata da gente che non sapeva suonare ma era ricca di elementi ad incastro, non c&#8217;erano quasi mai accordi pieni ma c&#8217;erano diversi intrecci ritmici che messi insieme andavano a comporre il tessuto armonico della canzone. A me piace molto questa cura del particolare, \u00e8 molto stimolante creare il tappeto sonoro in questo modo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>V: Per quanto riguarda le atmosfere e i temi affrontati, sembra che in confronto al primo disco non siano cambiate le problematiche, ma il modo di affrontarle, proprio a livello personale, intimo.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>A: Hai detto una cosa giustissima, riteniamo che i due dischi siano legati da un filo conduttore a livello di testi che parlano sempre delle stesse cose: la sfiducia nei confronti del prossimo e della vita in generale. In <em>Un leggerissimo&#8230;<\/em> questo tema viene sviluppato in maniera autoironica, direi sbarazzina, adolescenziale. Era un aspetto che ci interessava molto perch\u00e9 credo che l&#8217;adolescenza sia un periodo incredibile in cui fai le cose in un modo istintivo e con una sfrontatezza eccezionale. In <em>Un mondo&#8230;<\/em> c&#8217;\u00e8 invece un modo di porsi pi\u00f9 oggettivo: le cose che non vanno sono queste, me ne rendo conto, mi ci immergo dentro per cercare di risolverle.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>V: Sotto questo aspetto si potrebbe quasi definire <em>Un mondo&#8230;<\/em>  un concept album per questa omogeneit\u00e0 delle tematiche.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>A: Direi di s\u00ec, ma allargherei il discorso anche al primo album. Anche la scelta dei titoli non \u00e8 certo casuale: <em>Un leggerissimo&#8230;<\/em> era il modo in cui ci proponevamo di affrontare il disturbo da panico, sorridendoci un po&#8217; su; in <em>Un mondo&#8230;<\/em> guardiamo le cose dal loro lato pi\u00f9 oscuro. Non si tratta di pessimismo: lo slogan del disco \u00e8 &#8220;la fine = un nuovo inizio&#8221;, \u00e8 soltanto un atteggiamento del tipo &#8220;distruggiamo tutto per incominciare da capo e ricostruire il mondo intero&#8221;, oppure, in un ambito molto pi\u00f9 ristretto, la propria vita privata.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>V: Quanto ha influito il passaggio dalla produzione di <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/566850-Massimiliano-Casacci\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Max Casacci<\/a> all&#8217;autoproduzione?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>A: \u00c8 stato un passaggio molto naturale, anche grazie a Casacci stesso. Dopo il primo disco io ho avuto modo di lavorare ad altre produzioni e quando \u00e8 arrivato il momento di iniziare a lavorare sul secondo disco ho deciso di provare a produrlo io. Sentivamo di potercela cavare da soli, almeno dal punto di vista artistico. Tutto \u00e8 stato un gioco: con Max c\u2019era un ottimo rapporto ma era un contesto professionale, con orari e tutto il resto. Questa volta invece ci siamo trasferiti in una casa di campagna con lo studio nel fienile, se di notte avevamo voglia di suonare o ci veniva un&#8217;idea improvvisa bastava scendere e prendere in mano gli strumenti. Dal punto di vista tecnico abbiamo lavorato in modo molto diverso: abbiamo usato strumenti nuovi come la batteria e abbiamo registrato tutto in digitale, una differenza davvero sostanziale.<\/p>\n\n\n\n<p>C: Poi c&#8217;era anche una situazione completamente differente: abbiamo vissuto in questa casa di campagna con lo studio sotto e c&#8217;era una bella atmosfera, molto rilassata. Avevamo messo delle casse in ogni stanza della casa e quindi, mentre si suonava o si mixava, ognuno poteva sentire quello che stavamo facendo. Eravamo completamente immersi nella situazione e non pensavamo ad altro che alla musica.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>V: Quali sono le vostre attuali influenze musicali?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>S: Nell&#8217;ultimo disco ci sono parecchi riferimenti, anche abbastanza espliciti: a me fondamentalmente piace la musica dark. Per questo disco le influenze maggiori sono stati i <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/2725-Depeche-Mode\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Depeche Mode<\/a>, i <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/28972-The-Cure\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Cure <\/a>e i <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/85897-Bauhaus\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Bauhaus<\/a>. Ci interessa l&#8217;idea di dare un&#8217;impronta molto oscura a quello che facciamo, tutto ovviamente visto attraverso un&#8217;ottica personale. Abbiamo semplicemente cercato di prendere da questo enorme sacchetto di caramelle che \u00e8 la musica che ci piaceva traendone spunti importanti, in un modo molto naturale. Poi abbiamo scoperto l\u2019importanza di avere punti di riferimento comuni, diventa molto pi\u00f9 facile capirsi e parlare di ci\u00f2 che vuoi fare. Ci \u00e8 capitato spesso di dirci &#8220;questo pezzo sarebbe carino farlo tipo quel pezzo di <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/10263-David-Bowie\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Bowie<\/a>&#8220;, perch\u00e9 sapevamo di condividere un linguaggio comune. Ovvio che poi viene fuori una cosa completamente diversa per\u00f2 ognuno riesce a immergersi in quell&#8217;atmosfera che si cerca mentre si suona. Non capisco molto gli artisti che dicono di non ispirarsi a nessuno, io credo sia molto importante avere dei modelli precisi, nobili, \u00e8 importante anche ascoltare i dischi con gli altri componenti del gruppo ed \u00e8 utile anche suonare delle cover di altri gruppi, per capire il modo in cui sono composti i brani che ami di pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>C: E poi \u00e8 impossibile non avere influenze! Puoi anche sforzarti, quando suoni, di non cadere in cose banali, questo \u00e8 fondamentale ma la musica \u00e8 un linguaggio, sarebbe assurdo rinunciare ad ascoltare altri artisti quando sai che possono arricchirti.<\/p>\n\n\n\n<p>A: Credo che la cosa importante sia di non cadere nella copia volontaria soltanto per intercettare il favore del pubblico. Molti dischi oggi si fanno guardando ci\u00f2 che funziona dal punto di vista radiofonico e rielaborando modelli prestabiliti ma per me quello \u00e8 lavorare in catena di montaggio.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Sushi - Fare parte del G.U.\" width=\"500\" height=\"375\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/folOuw9YWlo?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>V: A proposito di logiche commerciali: mi pare che la scelta di <em>Fare parte del g.u.<\/em> come primo singolo non ne segua molte.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>A: Ce ne siamo tranquillamente sbattuti. Non penso che valga la pena di farsi paranoie sulle vendite, per noi \u00e8 importante che questa rimanga innanzitutto una passione. Se dovesse subentrare un&#8217;ottica commerciale nel nostro lavoro sarebbe davvero finito tutto. Ben venga se quello che fai ti piace e hai la fortuna di veder coincidere i tuoi gusti con quelli di gran parte del pubblico, ma fare qualcosa per cercare di farlo piacere agli altri per me \u00e8 deleterio e probabilmente non viene nemmeno tanto bene perch\u00e9 anche le canzoni pi\u00f9 becere di alta classifica devono avere quel qualcosa che le distingua dalle altre. Ad esempio, credo che Eros Ramazzotti sia uno a cui piace veramente la musica che fa perch\u00e9 sono vent&#8217;anni che fa la stessa roba e continua a venderla. Contento lui&#8230; Io non potrei mai.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>V: Nell&#8217;ultimo anno ci sono stati diversi cambiamenti nella line-up del gruppo. Come hanno influito nel vostro percorso?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>A: Abbiamo avuto un po\u2019 di persone che ci hanno gravitato intorno e ognuno ha portato il proprio contributo cambiando un po&#8217; il volto dei Sushi. \u00c8 per\u00f2 fondamentale \u00e8 che ci sia una matrice fissa, che non cambi. Io so che finch\u00e9 io continuer\u00f2 a scrivere canzoni e <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/761880-Otti\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Otti<\/a> a cantare i Sushi esisteranno.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>V: Veniamo ai concerti, una dimensione che vi si addice molto.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>A: Ci piace moltissimo suonare dal vivo, \u00e8 una cosa bellissima. \u00c8 il momento in cui non ci sono filtri tra te e il pubblico, tu suoni e ti accorgi subito se ci\u00f2 che proponi piace o non piace, lo vedi se stai facendo schifo o se invece stai spaccando.<\/p>\n\n\n\n<p>C: E la stessa cosa succede a noi: suonando dal vivo ritrovi un contatto diretto con le canzoni, ti accorgi se ti piacciono ancora come sono o se invece ti hanno stufato. \u00c8 l&#8217;unico modo per valutare l&#8217;effetto che ti procura qualcosa che hai realizzato, se rimanessi chiuso in casa ad ascoltare il disco dopo un po\u2019 non riusciresti pi\u00f9 ad avere un&#8217;immagine chiara. Ci sono inoltre degli effetti importanti a livello del morale, suonare live provoca dipendenza. Questa estate ci \u00e8 capitato di tenere tre o quattro concerti consecutivi in pochi giorni, siamo arrivati all&#8217;ultimo concerto con una carica e un&#8217;allegria incredibile. Poi siamo stati fermi per qualche settimana e io mi sentivo gi\u00f9 di corda, sentivo proprio bisogno di suonare. Credo che all&#8217;interno del gruppo siamo un po\u2019 tutti vittime di questa cosa.<\/p>\n\n\n\n<p>A: Confermo. Inoltre suonare dal vivo \u00e8 un modo molto importante per rafforzare il rapporto che hai con gli altri componenti del gruppo. \u00c8 sempre bello avere una giornata o un pomeriggio interi da dedicare esclusivamente a quell&#8217;ora e mezza di concerto, a livello umano \u00e8 un&#8217;esperienza straordinaria e affascinante. Come diceva Ciuski, \u00e8 una cosa che d\u00e0 dipendenza: ogni sera c&#8217;\u00e8 una festa e tu sei il festeggiato, cosa si pu\u00f2 volere di pi\u00f9?<\/p>\n\n\n\n<p><strong>V: Cosa state facendo in questo periodo e quali sono i vostri progetti per l&#8217;immediato futuro?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>A: In primavera e in estate abbiamo suonato molto in giro, ora siamo un po&#8217; fermi. Nel frattempo&nbsp; ci stiamo dedicando ad altre cose: al MEI di Faenza presenteremo il video di &#8220;Vittima della timidezza&#8221; e abbiamo iniziato a scrivere dei brani nuovi. Sperando di poter fare uscire al pi\u00f9 presto qualcosa, probabilmente un singolo, prima del nuovo album. I nuovi pezzi sembrano la sintesi dei nostri due album, nel senso che dovrebbero uscire fuori delle sonorit\u00e0 simili a quelle di <em>Un mondo&#8230;<\/em> ma con un approccio pi\u00f9 pop ma \u00e8 ancora troppo presto per parlarne.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>V: Come giudicate l&#8217;attuale scena musicale torinese?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>A: Come al solito Torino \u00e8 una citt\u00e0 molto sveglia dal punto di vista musicale, ci sono molte proposte interessanti. Mi sembra che ultimamente la scena dei DJ stia prendendo il predominio, ci sono molte collaborazioni tra DJ e musicisti, noi stessi lo abbiamo fatto. \u00c8 una peculiarit\u00e0 di Torino, fuori succede pi\u00f9 raramente. Credo sia positivo, in genere i DJ sono pi\u00f9 svegli dei musicisti, sono pi\u00f9 ricettivi ai nuovi suoni. Personalmente, per\u00f2, preferivo quando c&#8217;era pi\u00f9 spazio per la musica suonata dal vivo: 4 o 5 anni fa c&#8217;era un&#8217;attenzione maggiore per la musica alternativa italiana, oggi si suona molto meno. Comunque continuo a ritenere Torino una citt\u00e0 molto affascinante dove vivere: non ha la frenesia della Milano da bere e per questo diventa teatro di molte manifestazioni interessanti relative a tutti i diversi tipi di arte. D&#8217;altra parte \u00e8 una citt\u00e0 molto paranoica, piccola, chiusa e anche proletaria. Se sei una persona un minimo sensibile con qualcosa da dire, le possibilit\u00e0 di creare qualcosa di bello ci sono.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.vincenzopalatella.com\/main\/archivio\/sushi\/\" data-type=\"page\" data-id=\"624\">Sushi<\/a>&nbsp;\u00a9 2026 di Vincenzo Palatella su licenza&nbsp;<a href=\"https:\/\/creativecommons.org\/licenses\/by-nc\/4.0\/\">CC BY-NC 4.0<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sushi su Discogs Intervista realizzata con Alessandro Bavo e Marco \u201cCiuski\u201d Barberis per ilcielosutorino.org il 15 novembre 2002 a casa Bavo (Torino) Vincenzo: A distanza di quasi un anno dall&#8217;uscita di Un mondo terribilmente volgare, riascoltandolo oggi, come lo valutate? 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