{"id":632,"date":"2026-03-14T10:24:01","date_gmt":"2026-03-14T10:24:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.vincenzopalatella.com\/main\/?page_id=632"},"modified":"2026-03-16T21:11:16","modified_gmt":"2026-03-16T21:11:16","slug":"ruby-vroom","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.vincenzopalatella.com\/main\/archivio\/interviste\/ruby-vroom\/","title":{"rendered":"Ruby Vroom"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"686\" src=\"https:\/\/www.vincenzopalatella.com\/main\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/IM001857-1024x686.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-780\" srcset=\"https:\/\/www.vincenzopalatella.com\/main\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/IM001857-1024x686.jpg 1024w, https:\/\/www.vincenzopalatella.com\/main\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/IM001857-300x201.jpg 300w, https:\/\/www.vincenzopalatella.com\/main\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/IM001857-768x514.jpg 768w, https:\/\/www.vincenzopalatella.com\/main\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/IM001857-1536x1029.jpg 1536w, https:\/\/www.vincenzopalatella.com\/main\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/IM001857.jpg 1792w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><a href=\"https:\/\/www.vincenzopalatella.com\/main\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/IM001857-1536x1029.jpg\">Ruby Vroom<\/a> \u00a9 2002 di Vincenzo Palatella su licenza\u00a0<a href=\"https:\/\/creativecommons.org\/licenses\/by\/4.0\/\">CC BY 4.0<\/a><br><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><em>Intervista realizzata con Giovanni Manganaro per ilcielosutorino.org il 7 marzo 2003 allo studio Blumusica (Torino)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Vincenzo: Innanzitutto<\/strong><strong>, chi sono i Ruby Vroom?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Giovanni: I Ruby Vroom nascono dalle ceneri dei Topi Metropolitani, un gruppo adolescenziale poi diventato tardoadolescenziale fino a risultare assolutamente anacronistico, vista la nostra et\u00e0. Il gruppo si \u00e8 frantumato a causa delle necessit\u00e0 musicali individuali che stavano cambiando e al suo posto abbiamo deciso di dare vita a questo progetto.&nbsp;Al momento i membri ufficiali sono tre: io, <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/1615771-Giovanni-Scarso-Borioli\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Giovanni Scarso Borioli<\/a> e <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/13295655-Gianfranco-Nasso\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Gianfranco Nasso<\/a> (impegnato anche con i <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/2006187-Mambassa\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Mambassa<\/a>) ma ci sono altre persone che ci gravitano attorno come <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/1967744-Luca-Pisu\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Luca Pisu<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/1547795-Mario-Congiu\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Mario Congiu<\/a> e <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/2888826-Mattia-Barbieri\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Mattia Barbieri<\/a>. Quando abbiamo iniziato a scrivere pezzi nuovi come Ruby Vroom, il primo obiettivo \u00e8 stato lasciare perdere tutto il discorso relativo alla produzione per curare maggiormente la scrittura dei pezzi: volevamo canzoni semplici, di quelle che possono funzionare anche con una chitarra in spiaggia, tanto per intenderci. Questo perch\u00e8 in giro ci sono cose che sembrano validissime ma poi compri il CD, lo ascolti per mesi e alla fine ti rendi conto che le canzoni non esistono, \u00e8 tutta produzione. Io invece volevo fare delle canzoni vere, dirette e ancora oggi questa \u00e8 la nostra attitudine. Per quanto riguarda la scelta del nome, abbiamo preso in prestito il titolo del primo disco dei <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/18846-Soul-Coughing\">Soul Coughing<\/a>, un gruppo statunitense davvero straordinario che mi ha letteralmente stregato da quando l&#8217;ho scoperto.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>V: Questo atteggiamento sembra abbastanza evidente nei brani che compongono <em>As just a Japan Lembo<\/em>, un album di canzoni che si muovono nel terreno del rock indie con in primo piano le chitarre.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>G: Chitarre e voce sono sicuramente le due colonne portanti della nostra musica, basata su una struttura classica: chitarra, basso, batteria e voce. Nei nostri brani la chitarra spazia tra diverse sfumature: ci sono arpeggi morbidi e\u00a0passaggi pi\u00f9 rumorosi, a volte ci sono solo larsen, come nel brano &#8220;Davvero 6&#8221; dove abbiamo costruito un arrangiamento di larsen rovesciati che d\u00e0 al brano un&#8217;atmosfera molto eterea e sottile. Per quanto riguarda la voce e la melodia, non ci allontaniamo molto alla tradizione italiana anche se il nostro suono non ha molto dei clich\u00e9 del rock melodico italiano.\u00a0Nei missaggi siamo stati sempre molto attenti nel tenere le chitarre in primo piano e la voce un po&#8217; impastata, proprio per avvicinarci agli standard del genere, prettamente angloamericani.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>V: <\/strong><strong>I riferimenti angloamericani si sentono tutti ma non manca certo un\u2019impronta molto italiana, a partire dalle liriche a volte <\/strong><strong>in italiano e <\/strong><strong>altre <\/strong><strong>in inglese<\/strong><strong>.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>G: Non \u00e8 stata una vera e propria scelta, non c&#8217;\u00e8 stato nulla di calcolato. Io sono sempre stato contrario all&#8217;uso dell&#8217;inglese per un artista italiano perch\u00e8 credo che sia necessario cantare per la gente che hai intorno, cercando di far passare il tuo messaggio nella maniera pi\u00f9 chiara possibile. Poi c&#8217;\u00e8 stato il contatto con lo studio inglese Real World e mi \u00e8 sembrato logico provare a battere la strada del mercato internazionale con la convinzione che i nostri pezzi avrebber potuto funzionare anche al di fuori del nostro paese. Il risultato finale pu\u00f2 essere discutibile perch\u00e8 io ho un modo di scrivere molto &#8220;italiano&#8221;, non tanto nella costruzione grammaticale delle frasi quanto in ci\u00f2 che voglio raccontare: i testi inglesi raramente raccontano storie, spesso si limitano a descrivere delle sensazioni e a volte sembra che non vogliano proprio comunicare un cazzo di niente. In sintesi, il tentativo \u00e8 quello di creare canzoni scritte in inglese con un approccio tutto italiano e non so come questa formula pu\u00f2 essere accolta. Nel futuro, chiss\u00e0: per il momento continuo a scrivere alternando italiano e inglese, un processo pi\u00f9 faticoso ma anche pi\u00f9 stimolante.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>V: Cosa c\u2019\u00e8 dietro il fantasioso titolo dell&#8217;album?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>G: <em>As just a Japan Lembo<\/em> non vuol dire assolutamente nulla, non \u00e8 nemmeno inglese. In realt\u00e0 deriva da un episodio divertente di qualche tempo fa: eravamo a cena fuori e a un certo punto l&#8217;altro Giovanni \u00e8 scivolato, cadendo per terra. C\u2019era questo signore piemontese che ha commentato in dialetto: &#8220;&#8216;t l&#8217;as ciap\u00e0 &#8216;n bel lembo&#8221;, che vuol dire &#8220;ti sei preso una bella botta&#8221;. Io, che piemontese non sono ma ho evidenti origini meridionali, ho provato a ripetere quella frase ed \u00e8 uscito fuori &#8220;as just a Japan lembo&#8221;. Abbiamo subito deciso di farlo diventare il titolo dell&#8217;album!<\/p>\n\n\n\n<p><strong>V: Prima accennavi al contributo che Mario Congiu e Mattia Barbieri stanno <\/strong><strong>apportando <\/strong><strong>al progetto. Come sono nate queste due collaborazioni?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>G: Mario \u00e8 stato il produttore di <em>As just a Japan Jembo<\/em>, lo avevamo scelto per la sua grande capacit\u00e0 di individuare ci\u00f2 di cui il pezzo ha bisogno senza metterci troppo del suo. Ho lavorato con altri produttori\u00a0quando suonavo nei Topi Metropolitani, tra i quali <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/203276-Boosta-2\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Boosta<\/a>. Lui, ad esempio, cerca di dare un imprinting forte al gruppo che produce mentre Mario \u00e8 pi\u00f9 discreto e con un\u2019idea di musica pi\u00f9 vicina alla nostra. Mario ha una grande capacit\u00e0 di aiutarti a trovare le tue inclinazioni, la tua voce migliore. Puoi vederlo anche dal lavoro che ha fatto con <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/199255-Lalli\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Lalli<\/a> in <em>Tempo di vento<\/em>: al di l\u00e0 della voce straordinaria, quello che colpisce in quel lavoro \u00e8 la perfetta commistione tra la musica cantautorale italiana e quei suoni che trovi nelle garage band lo-fi, una miscela davvero eccezionale. Con Mattia, invece, siamo amici da anni. Dopo la rottura con il nostro vecchio batterista, una rottura molto dolorosa e ancora oggi non completamente superata, Mattia ha accettato volentieri di darci una mano. Oggi come oggi il gruppo \u00e8 questo, con un nucleo fisso e collaborazioni costanti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>V: Prima citavi la Real World. Com&#8217;\u00e8 nata questa esperienza e come si \u00e8 sviluppata?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>G: Tutto \u00e8 nato dal mio incontro con <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/129495-Tchad-Blake\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Tchad Blake<\/a>, produttore dei Soul Coughing. Nel 1998 ho vissuto per qualche mese a Los Angeles, l\u2019ho conosciuto e gli sono stato parecchio dietro per fargli ascoltare la nostra musica. Poi sono rientrato a Torino e dopo qualche mese di silenzio Tchad mi ha scritto dicendo che i brani gli erano piaciuti molto e che mi avrebbe chiamato. Ci siamo sentiti un paio di volte, nel frattempo lui ha lasciato il Sunset Sound Factory per andare a lavorare alla Real World e mi ha invitato ad andare a trovarlo. Siamo andati e l\u00ec abbiamo incontrato <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/277468-Marco-Migliari\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Marco Migliari<\/a>, capo ingegnere del suono italiano, al quale la nostra musica \u00e8 piaciuta molto, cos\u00ec, finite le registrazioni del disco, glielo abbiamo mandato e lui ha scelto due pezzi da farci registrare in quegli studi in maniera completamente gratuito. Con tutta la modestia del caso, devo dire che il bersaglio \u00e8 stato centrato: abbiamo fatto le nostre cose senza strafare, con molta umilt\u00e0 e divertendoci moltissimo! I due pezzi che abbiamo registrato, &#8220;Stories from the Outside&#8221; e &#8220;Nel momento&#8221;, sono rimasti l\u00ec.\u00a0I contatti proseguono anche se sappiamo che la tempistica per questo tipo di cose \u00e8 lunga.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>V: <\/strong><strong>Ascoltando il disco si sentono tante influenze. Quali sono le pi\u00f9 rappresentative per voi?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>G: A parte qualche grande nome contemporaneo, come ad esempio i <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/3840-Radiohead\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Radiohead<\/a>, in questo disco c&#8217;\u00e8 tutto quello che abbiamo ascoltato negli ultimi dieci anni: <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/28970-The-Smashing-Pumpkins\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Smashing Pumpkins<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/175395-Pearl-Jam\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Pearl Jam<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/82730-The-Beatles\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Beatles<\/a> e molto altro. C&#8217;\u00e8 anche un riferimento particolare, <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/1266406-Mao-10\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Mao<\/a>. \u00c8 un personaggio a cui sono molto legato affettivamente,\u00a0amo i suoi dischi e li ho adottati come punto di riferimento.\u00a0Mi dispiace che non abbia ancora ottenuto il successo che merita. Un\u2019altra influenza \u00e8 quella di <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/42599-Ben-Harper\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Ben Harper<\/a>: ho letteralmente consumato <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/master\/48584-Ben-Harper-Fight-For-Your-Mind\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\"><em>Fight for your Mind<\/em><\/a> in un momento particolare della mia vita.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>V: <\/strong><strong>Mentre attendete news dalla <\/strong><strong>Real World, quali sono i vostri progetti per l&#8217;immediato futuro?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>G: Suonare il pi\u00f9 possibile. In questi ultimi mesi non ci sono state molte possibilit\u00e0, un po&#8217; perch\u00e9 io mi sono messo a scrivere pezzi nuovi e un po&#8217; perch\u00e9 l\u2019altro Giovanni si \u00e8 operato alla mano e non ha potuto suonare la chitarra per due mesi. Mi piacerebbe godermi questa estate suonando ovunque, il problema \u00e8 che al momento non \u00e8 per niente facile trovare dove esibirsi dal vivo: i locali che vogliono rischiare sono sempre meno e quasi tutti prediligono chi ha gi\u00e0 un disco distribuito alle spalle. Noi abbiamo preso uno studio-loft ai Docks Dora, che sar\u00e0 operativo tra due settimane, dove scriveremo e suoneremo i pezzi del nuovo disco o per meglio dire del nostro primo disco dal momento che <em>As just a Japan Lembo<\/em> non \u00e8 distribuito.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>V: Avete avuto dei contatti anche con case discografiche italiane?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>G: S\u00ec ma preferisco non fare nomi, non tanto per una qualche forma di riserbo quanto piuttosto perch\u00e9 i rapporti non sono stati molto felici e quindi sarei costretto a parlarne male! Io continuo ad essere fiducioso, per me non \u00e8 importante che il disco venga pubblicato in Inghilterra piuttosto che in Italia, l&#8217;importante \u00e8 che i nostri pezzi finiscano pubblicati. Sinceramente in Italia non vedo molti sbocchi e la cosa mi spiace. Sono sempre di pi\u00f9 i gruppi che vengono prodotti per poi essere lasciati a marcire. Faccio l&#8217;esempio dei Medusa, un gruppo che mi sta a cuore: hanno firmato per una major e poi si sono ritrovati in una situazione tutt&#8217;altro che felice. Sbattersi in sala prove e poi non essere cagati da nessuno \u00e8 sicuramente una brutta sensazione, ma \u00e8 ancora peggio se qualcuno ti propone di realizzare un sogno per poi sbattersene di te. Quindi per noi, almeno per il momento, va bene cos\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>V: Ultima domanda, un classico: come vedi l&#8217;attuale scena musicale torinese?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>G: Non la vedo bene. Non mi riferisco alla musica che si fa ma alle persone. A Torino non si \u00e8 ancora capito che farsi la guerra tra noi rischia soltanto di farti perdere il gusto di fare.&nbsp;C\u2019\u00e8 un approccio esageratamente agonistico e competitivo che crea un ambiente poco piacevole ma soprattutto non ci si rende conto che in fondo siamo tutti nella stessa situazione. \u00c8 una situazione abbastanza nuova, qualche tempo fa questo atteggiamento non c&#8217;era. A me spiace e credo che con un briciolo di intelligenza in pi\u00f9 ci sarebbero vantaggi per tutta la scena. Dal punto di vista prettamente musicale, invece, la scena torinese \u00e8 molto valida da diversi anni. Non credo, come dicono in molti, che&nbsp;Torino venga snobbata dal resto del paese, mi sembra piuttosto che molti talenti torinesi alla fine non siano poi cos\u00ec talentuosi, ci sono molte promesse non mantenute. Ma abbiamo un punto di riferimento importante e sono i <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/237324-Subsonica\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Subsonica<\/a>, forse la band italiana pi\u00f9 importante in questo momento. Il loro successo conferma l\u2019enorme talento che hanno ma anche il lavoro e le scelte fatte lungo il percorso.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.vincenzopalatella.com\/main\/archivio\/ruby-vroom\/\" data-type=\"page\" data-id=\"632\">Ruby Vroom<\/a> \u00a9 2026 di Vincenzo Palatella su licenza&nbsp;<a href=\"https:\/\/creativecommons.org\/licenses\/by-nc\/4.0\/\">CC BY-NC 4.0<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervista realizzata con Giovanni Manganaro per ilcielosutorino.org il 7 marzo 2003 allo studio Blumusica (Torino) Vincenzo: Innanzitutto, chi sono i Ruby Vroom? 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