{"id":642,"date":"2026-03-15T00:24:58","date_gmt":"2026-03-15T00:24:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.vincenzopalatella.com\/main\/?page_id=642"},"modified":"2026-03-17T09:54:09","modified_gmt":"2026-03-17T09:54:09","slug":"linea-77","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.vincenzopalatella.com\/main\/archivio\/interviste\/linea-77\/","title":{"rendered":"Linea 77"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"799\" height=\"533\" src=\"https:\/\/www.vincenzopalatella.com\/main\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/5135215445_4b73789dc8_c.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-742\" srcset=\"https:\/\/www.vincenzopalatella.com\/main\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/5135215445_4b73789dc8_c.jpg 799w, https:\/\/www.vincenzopalatella.com\/main\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/5135215445_4b73789dc8_c-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.vincenzopalatella.com\/main\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/5135215445_4b73789dc8_c-768x512.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 799px) 100vw, 799px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><a href=\"https:\/\/www.vincenzopalatella.com\/main\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/IM002061.jpg\">Foto<\/a>&nbsp;\u00a9 2010 di Mauro Scomparin su licenza&nbsp;<a href=\"https:\/\/creativecommons.org\/licenses\/by-nd\/2.0\/\">CC BY-ND 2.0<\/a><br><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/309369-Linea-77\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Linea 77 su Discogs<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><em>Intervista realizzata con <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/1218029-Paolo-Pavanello\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Paolo \u201cChinaski\u201d Pavanello<\/a> per ilcielosutorino.org il 18 maggio 2003 in piazza Carlo Emanuele II (Torino)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Vincenzo: <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/309369-Linea-77\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\"><em>Numb<\/em><\/a> \u00e8 il vostro terzo album, che di solito si definisce come il disco della maturit\u00e0. Concordi?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Chinaski: Non so se si possa parlare di maturit\u00e0 stilistica raggiunta ma credo che rappresenti un passo avanti nella nostra evoluzione. La nostra intenzione era di consolidare il pi\u00f9 possibile l&#8217;identit\u00e0 del gruppo e l&#8217;unico modo per farlo era dimenticare tutte le influenze e le citazioni, ripensando il nostro approccio alla composizione e cercando di abbattere le nostre auto-imposizioni, come l&#8217;adesione all\u2019etichetta del nu metal. Per noi \u00e8 sempre stato un limite&nbsp;perch\u00e9 il rischio \u00e8 di spersonalizzare la propria musica a favore di una corrente stilistica.&nbsp;A noi interessava l&#8217;innovazione: non ci consideriamo certo i <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/99731-John-Zorn\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">John Zorn<\/a> del nu metal ma vogliamo comunque evolvere. Per farlo abbiamo fatto fluire le influenze individuali di noi cinque, cercando poi di cercare un punto di sintesi tra tutti questi elementi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>V: Perch\u00e9 <\/strong><strong>questo titolo<\/strong><strong>?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>C: Quando abbiamo iniziato a lavorare ai nuovi pezzi venivamo da due anni quasi ininterrotti di tourn\u00e9e. Tornando in sala prove per scrivere ci siamo trovati quasi incapaci di riprendere i fili del discorso, ci sentivamo un po\u2019 scarichi e intorpiditi: due anni sui palchi ti introducono in una mono-dimensione dove tutto \u00e8 molto bello ed emozionante ma anche lontano&nbsp;dall&#8217;approccio istintivo nei confronti della composizione. Pian piano le cose sono migliorate e a disco terminato abbiamo passato due settimane di panico pensando al giusto titolo, qualcosa con cui abbiamo un conflitto piuttosto conflittuale. Un giorno, facendo brainstorming tra di noi, <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/1218026-Emiliano-Audisio\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Emiliano<\/a> ha tirato fuori \u201cnumb\u201d e sembrava perfetto. Non solo descriveva perfettamente come ci eravamo sentiti durante le registrazioni ma \u00e8 anche una parola sola, corta e dalla forza particolare. In pi\u00f9 \u00e8 contestualizzabile in diverse forme: ad esempio pu\u00f2 descrivere l&#8217;intorpidimento pervasivo che colpisce la societ\u00e0 contemporanea.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"LINEA77 - Moka\" width=\"500\" height=\"375\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/DXVdJURaaic?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>V: Nel disco spiccano due collaborazioni di un certo rilievo: <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/237324-Subsonica\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Subsonica <\/a>e <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/632394-Roy-Paci\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Roy Paci<\/a>. Come sono nate?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>C: Sono due collaborazioni nate quasi per caso. A noi piace molto confrontarci con altri artisti perch\u00e8 troviamo che sia una fonte di arricchimento notevole ma in questo caso volevamo collaborare con delle persone pi\u00f9 che con degli artisti. Con i Subsonica e con Roy Paci c&#8217;\u00e8 stato un feeling particolare fin da quando ci siamo conosciuti.\u00a0Con entrambi abbiamo sentito una comunanza ideologica e attitudinale che riconosci a pelle e in pi\u00f9 ci pareva interessante sperimentare con due entit\u00e0 artistiche cos\u00ec distanti da noi e dal nostro contesto musicale. In realt\u00e0 l\u2019incontro con i Subsonica non \u00e8 avvenuto a Torino e sono stati loro ad avvicinarci ai tempi di <em><a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/master\/282436-Subsonica-Amorematico\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Amorematico<\/a><\/em> con l\u2019idea di coinvolgerci nel pezzo &#8220;Gente tranquilla&#8221;. Noi eravamo assolutamente entusiasti di collaborare ma stavamo suonando molto in giro e alla fine non se n\u2019\u00e8 fatto niente. Quando abbiamo cominciato a lavora a <em>Numb<\/em> ci siamo rivisti e abbiamo deciso di riprovarci. La cosa pi\u00f9 semplice sarebbe stata fare una cosa del tipo Linea 77 feat. Samuel ma non era quello che ci interessava. Ci siamo ritrovati tutti e dieci in sala, partendo da una strofa proposta da noi che pian piano si \u00e8 arricchita di elementi. Cos\u00ec \u00e8 nato il testo di &#8220;666 (diabulus in musica)&#8221;, poi ci siamo ritrovati ancora una volta tutti in studio e abbiamo dato una forma definitiva al pezzo, registrandolo in una giornata. Con Roy le cose sono andate in modo diverso:\u00a0noi avevamo gi\u00e0 concluso &#8220;Warhol&#8221; per conto nostro, eravamo soddisfatti ma sentivamo che mancava ancora qualcosa. Cos\u00ec abbiamo consegnato a Roy\u00a0il pezzo lasciandogli carta bianca. Ha fatto decisamente un ottimo lavoro e il pezzo ora suona completo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>V: In <em>Numb<\/em> ci sono due canzoni cantate in italiano: la gi\u00e0 citata &#8220;666&#8221; e &#8220;Fantasma&#8221;. Come si \u00e8 arrivati a questo dopo un inizio di carriera molto internazionale?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>C: Ci sono una serie di variabili da considerare. Fin dall\u2019inizio abbiamo sentito il bisogno di un respiro internazionale e siamo stati abbastanza fortunati ad entrare in contatto con la <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/label\/1541-Earache\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Earache<\/a>, un&#8217;etichetta americana. Questo inevitabilmente ti pone delle scelte, perch\u00e9 la realt\u00e0 musicale statunitense \u00e8 molto diversa da quella italiana: in Italia siamo abituati ad ascoltare canzoni in inglese anche se magari non si riescono capire le parole; negli USA \u00e8 raro che si ascolti musica in altre lingue. Abbiamo dovuto adottare l&#8217;inglese per forza di cose e ammetto che ci siano dei vantaggi: \u00e8 una lingua che si presta molto di pi\u00f9 dell&#8217;italiano al genere che suoniamo e per noi \u00e8 ancora abbastanza esotica da metterci al riparo dalla banalizzazione della rima baciata cuore-amore. Manca una vera tradizione di rock duro in italiano, a parte qualche nobile eccezione come i <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/730915-Marlene-Kuntz\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Marlene Kuntz<\/a>, gruppo che stimo e ammiro dal loro primo disco. Le nostre canzoni in italiano hanno il ruolo di stabilire un canale di comunicazione privilegiato nei confronti della parte del nostro pubblico a cui siamo pi\u00f9 affezionati: non ci vergogniamo affatto di essere italiani, nonostante le amenit\u00e0 che il nostro governo sta portando avanti. A proposito di questo, devo constatare che con l&#8217;avvento del governo Berlusoni si \u00e8 interrotto e annullato un processo di decafonizzazione dell&#8217;Italia che si stava faticosamente facendo spazio fin dal dopoguerra: siamo nuovamente percepiti come individui consociativisti, guidati da una serie di luoghi comuni come il classico &#8220;magna magna&#8221;, cose che fortunatamente qui a Torino io non vedo. Credo che Torino sia una specie di capitale morale dell&#8217;Italia, a costo di essere bacchettoni e &#8220;bogia nen&#8221; qui il rigore, l&#8217;onest\u00e0 e l&#8217;autodisciplina valgono ancora qualcosa, insieme alla classe e all&#8217;eleganza. Al contrario, ad esempio, di Milano, dove si sta tornando alla &#8220;Milano da bere&#8221; e ai peggiori anni del craxismo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>V: Perfettamente d&#8217;accordo. Ad ogni modo, tornando alla scelta della lingua, credo che &#8220;Fantasma&#8221; sia uno dei vostri brani meglio riusciti.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>C: &#8220;Fantasma&#8221; \u00e8 un episodio davvero particolare: non solo \u00e8 in italiano ma \u00e8 anche uno dei pochi brani che parla di noi.\u00a0\u00c8 una specie di diario di quella che \u00e8 stata la nostra vita negli ultimi due anni e quando uso il \u201cnoi\u201d non parlo solo del gruppo ma anche delle migliaia di persone che ci hanno seguito e con le quali si \u00e8 stabilita una relazione speciale. &#8220;Fantasma&#8221; \u00e8 un omaggio a noi e a loro, \u00e8 tracciare una linea, guardarsi indietro e raccontare cosa vediamo. Personalmente \u00e8 un brano che mi emoziona molto e mi fa piacere che sia comprensibile solo dagli italiani\u00a0perch\u00e9 anche se l\u2019avessimo scritta in inglese nessun altro fuori dall\u2019Italia sarebbe capace di cogliere appieno le sfumature. Negli altri dischi non esistono episodi altrettanto intimi\u00a0ed \u00e8 per questo\u00a0che si tratta di una canzone molto speciale per noi. Per quanto riguarda &#8220;666&#8221;, parla della volont\u00e0 di essere chi vuoi essere e delle conseguenze che ci\u00f2 comporta. Il nostro suggerimento a chiunque \u00e8 quello di non avere mai rimorsi, di prendersi la responsabilit\u00e0 delle proprie scelte senza mai guardarsi indietro con rabbia o risentimento.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Linea 77 - Fantasma\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/35Ldf8JgNg4?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>V: A questo album potrebbe seguire un tour negli USA?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>C: \u00c8 una questione che ci portiamo dietro da tempo. Il nostro primo album ha avuto ottime recensioni negli USA ma dopo l&#8217;11 settembre ho riscontrato una specie di rinascita dell&#8217;orgoglio americano che nella pratica si traduce nel protezionismo alla faccia di Keynes, di Ford e di Smith. <em><a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/master\/346657-Linea-77-Ketchup-Suicide\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Ketchup Suicide<\/a><\/em>&nbsp;ha ricevuto critiche positive ma sono usciti anche commenti quasi stizziti per questo ipotetico deufradarli di un genere del quale si sentono depositari. Questo in parte posso anche capirlo ma io sono italiano e&nbsp;sono cresciuto guardando Arnold&nbsp;in TV e poi mi sono nutrito dei romanzi di Kerouac ed Hemingway. Trovo patetico questo modo di mettere paletti anche perch\u00e9, se vogliamo ridurre il tutto ad un\u2019antipaticissima questione di appartenenza antropologica e nazionale, noi italiani siamo depositari di una cultura millenaria che loro nemmeno si sognano. Tornando alla domanda, c&#8217;\u00e8 un tira e molla che dura da anni: ci chiamano ma poi una volta non ci sono le garanzie per fare gli spettacoli nel modo in cui vorremmo, un\u2019altra volta l&#8217;etichetta ha piani differenti. Ci siamo andati pi\u00f9 volte vicini. Ad ogni modo, ci teniamo a suonare negli Stati Uniti ma non ci disperiamo se non ci chiamano. Per noi gi\u00e0 aver partecipato al festival di Reading \u00e8 stato il raggiungimento di un traguardo che di per s\u00e9&nbsp;basterebbe per appendere gli strumenti al chiodo!<\/p>\n\n\n\n<p><strong>V: Quando conta per voi la dimensione live?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>C: \u00c8 determinante, \u00e8 la dimensione nella quale ci troviamo maggiormente a nostro agio. Sono passati molti anni dai nostri inizi ma ci emozioniamo ancora tanto e ci lasciamo travolgere volentieri. Sul palco c\u2019\u00e8 un coinvolgimento totale, anche l&#8217;esecuzione passa in secondo piano perch\u00e8 quando ti lasci andare gli errori fioccano ma non ce ne siamo mai preoccupati. In studio ci si pu\u00f2 divertire ma finisci sempre per chiuderti nel tuo mondo e diventa difficile giudicare in modo obiettivo quello che stai facendo. Dal vivo, invece, il feedback diretto del pubblico \u00e8 immediato e se \u00e8 positivo ha un effetto enorme sul tuo morale. Non riuscirei mai a rimanere distaccato sul palco. Ho visto tanti artisti vivere la situazione live con una compostezza e una rigidit\u00e0 pazzesca, come se stessero semplicemente facendo il loro lavoro. Ci sta e non giudico ma senza quell&#8217;aspetto emotivo per me non avrebbe senso salire sul palco.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>V: <\/strong><strong>In particolare nella propria citt\u00e0 dopo aver suonato dappertutto.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>c: Ti dico solo una cosa: <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/1218027-Nicola-Sangermano\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Nitto<\/a> \u00e8 sempre molto agitato prima di salire sul palco ma con gli anni ha imparato a gestire questa tensione. Be\u2019, prima di salire sul palco dell\u2019Hiroshima ha vomitato sei volte! Sono dieci anni che siamo in giro e abbiamo calcato palchi importanti come quello di Reading, eppure suonare nella nostra citt\u00e0 \u00e8 sempre un&#8217;emozione irripetibile. \u00c8 un ritorno a casa che non si pu\u00f2 comparare a nient\u2019altro. Siamo sempre andati a vedere concerti all&#8217;Hiroshima, ricordo ancora la vecchia sede di via Belfiore e la mia prima tessera socio dell&#8217;86, quando vendevano il bicchiere di latte a mille lire! Sono ricordi che ti accompagnano per tutta la vita, tornare qui dopo che hai fatto un sacco di cose all&#8217;estero e vedere che ad aspettarti c&#8217;\u00e8 questo supporto tutto torinese, ancora diverso da quello che ci forniscono nel resto d&#8217;Italia, \u00e8 un qualcosa difficile da descrivere. A Torino c&#8217;\u00e8 qualcosa di pi\u00f9, una componente squisitamente campanilistica della quale noi siamo assolutamente pervasi che \u00e8 questo rapporto speciale con le persone che calpestano i tuoi stessi marciapiedi, con le quali esiste un feeling inspiegabile anche se non ci si conosce. \u00c8 una comunanza speciale che riesce a realizzarsi solo qui e credo che anche tra dieci anni le cose staranno cos\u00ec. Amiamo profondamente Torino. Nel periodo adolescenziale, quando sei incazzato con tutti e con tutti, ho provato anche altri sentimenti: ero incazzato perch\u00e9 dopo il periodo d&#8217;oro del Big e dello Studio Due la citt\u00e0 ha vissuto cinque anni, diciamo dal &#8217;90 al &#8217;95, di morte musicale totale. Oggi ne stiamo uscendo, oggi Torino produce di nuovo un sacco di musica ma da qui i grandi tour internazionali non passano ed \u00e8 un peccato perch\u00e9 dal punto di visto logistico siamo in una posizione ideale. Sicuramente la vicinanza con Milano ha un suo ruolo ma sono sempre stato convinto che il problema sia tutto torinese: siamo depositari dell&#8217;unit\u00e0 d&#8217;Italia, abbiamo inventato il telefono e immaginato l\u2019informatica come la conosciamo oggi, il cinema italiano ha mosso qui i primi passi ma abbiamo la bruttissima abitudine di farci fottere le cose. \u00c8 una tendenza che esiste ancora oggi, basti pensare al recente trasferimento della sede della Telecom. Sono danni macroscopici per l&#8217;economia della citt\u00e0, gi\u00e0 in difficolt\u00e0 per la crisi della FIAT. C&#8217;\u00e8 troppa modestia, siamo davvero dei &#8220;bogia nen&#8221;, sempre eccellenti nel produrre quanto nel lasciarci scippare quello che creiamo da realt\u00e0 pi\u00f9 scaltre e meno oneste. Ad ogni modo, passata la fase tardoadolescenziale e dopo aver iniziato a girare l&#8217;Italia e l&#8217;Europa, l&#8217;amore per la citt\u00e0 ha ripreso a crescere. C&#8217;\u00e8 qualcosa di speciale qui, lo ripeto a costo di sembrare un&#8217;ultr\u00e0 del campanilismo: quando andiamo a Milano rompiamo sempre i coglioni, facciamo le interviste e la gente si lamenta perch\u00e9 diamo troppo in testa a Milano, in maniera molto esplicita. \u00c8 curioso come due citt\u00e0 cos\u00ec vicine possano essere cos\u00ec diverse: a Milano domina la forma, da noi la sostanza, si bada pochissimo ad apparire, noi abbassiamo la testa e lavoriamo. \u00c8 una differenza antropologica che puoi vedere riflessa nelle due famiglie imprenditoriali che caratterizzano la storia recente del paese: da una parte gli Agnelli, borghesemente aristocratici, misurati e dotati di classe e stile; dall&#8217;altra parte i Berlusconi, rappresentanti della becera volgarit\u00e0 degli arricchiti.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.vincenzopalatella.com\/main\/archivio\/linea-77\/\" data-type=\"page\" data-id=\"642\">Linea 77<\/a>&nbsp;\u00a9 2026 di Vincenzo Palatella su licenza&nbsp;<a href=\"https:\/\/creativecommons.org\/licenses\/by-nc\/4.0\/\">CC BY-NC 4.0<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Linea 77 su Discogs Intervista realizzata con Paolo \u201cChinaski\u201d Pavanello per ilcielosutorino.org il 18 maggio 2003 in piazza Carlo Emanuele II (Torino) Vincenzo: Numb \u00e8 il vostro terzo album, che di solito si definisce come il disco della maturit\u00e0. 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