{"id":654,"date":"2026-03-15T07:17:30","date_gmt":"2026-03-15T07:17:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.vincenzopalatella.com\/main\/?page_id=654"},"modified":"2026-03-16T17:37:39","modified_gmt":"2026-03-16T17:37:39","slug":"isa","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.vincenzopalatella.com\/main\/archivio\/interviste\/isa\/","title":{"rendered":"Isa"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"720\" height=\"480\" src=\"https:\/\/www.vincenzopalatella.com\/main\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/isa2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-737\" srcset=\"https:\/\/www.vincenzopalatella.com\/main\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/isa2.jpg 720w, https:\/\/www.vincenzopalatella.com\/main\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/isa2-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><a href=\"https:\/\/www.lisolachenoncera.it\/rivista\/recensioni\/isa-folk-club-torino-2010-03-20\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Foto<\/a>\u00a0\u00a9 2010 de L&#8217;isola che non c&#8217;era<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/3347278-Isa-24\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Isa su Discogs<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><em>Intervista realizzata con Isabella Maria Zoppi per ilcielosutorino.org il 9 settembre 2003 al Caff\u00e8 Elena (Torino)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Vincenzo: <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/release\/5121322-Isa-Disoriente\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\"><em>Disoriente<\/em><\/a> \u00e8 il tuo primo disco malgrado una carriera gi\u00e0 relativamente lunga.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Isa: Il disco cos\u00ec come lo vedi \u00e8 nato per caso: avevo gi\u00e0 iniziato a lavorarci con l&#8217;intenzione di autoprodurlo quando ho conosciuto Valter Colle<span id='easy-footnote-1-654' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.vincenzopalatella.com\/main\/archivio\/interviste\/isa\/#easy-footnote-bottom-1-654' title='Patron della casa discografica &lt;a href=&quot;https:\/\/www.discogs.com\/label\/170227-Nota&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noreferrer noopener nofollow&quot;&gt;Nota&lt;\/a&gt; di Udine.'><sup>1<\/sup><\/a><\/span> che dopo avermi sentito suonare al Caf\u00e8 Procope in apertura di un concerto di <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/2050141-Gualtiero-Bertelli\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Gualtiero Bertelli<\/a> ha deciso di produrre l&#8217;album. Questo \u00e8 capitato a novembre, il disco \u00e8 uscito ad aprile, tutto \u00e8 stato molto veloce. A tavolino si \u00e8 deciso di fare qualcosa di semplice che rispecchiasse il pi\u00f9 possibile la mia esperienza dal vivo: niente batteria n\u00e9 suoni elettrici, solo strumenti acustici. Avevo bene in mente quello che volevo ottenere: tutti i pezzi sono nati per chitarra perch\u00e9 questo \u00e8 il mio modo di comporre e quindi abbiamo mantenuto questa impostazione. Ho avuto la fortuna di incontrare Michele Pucci che \u00e8 un grandissimo chitarrista e che ha capito perfettamente ci\u00f2 che volevo. Su questa base abbiamo poi aggiunto tutto il necessario: contrabbasso, sax, percussioni. Ecco, a doverlo risuonare oggi, in <em>Disoriente<\/em> metterei qualche percussione in pi\u00f9 ma davvero non ce n&#8217;\u00e8 stato il tempo. In generale, per\u00f2, devo dire che suona come avrei voluto che suonasse.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>V: Dopo ripetuti ascolti si pu\u00f2 dire che, dal punto di vista delle atmosfere, \u00e8 un disco poliedrico, ricco di sfaccettature.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>I: Sono io che sono piena di sfaccettature! Qua dentro siamo almeno in tre o quattro, una sorta di condominio in lite perenne. Ho studiato chitarra classica, canto jazz, i primi dischi che ho avuto in casa erano di <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/360695-Fred-Buscaglione\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Fred Buscaglione<\/a>, poi c&#8217;era <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/786609-Gianni-Meccia\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Gianni Meccia<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/319972-Mina-3\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Mina<\/a> che cantava &#8220;La canzone di Marinella&#8221;, la musica leggera e la musica folk. Nella mia musica metto tutto quello che ho ascoltato nella vita, quindi le sfaccettature sono inevitabili. In effetti la domanda me la sono posta anche io: non sar\u00e0 troppo variegato? Poi ho dato un&#8217;occhiata agli altri &#8211; almeno &#8211; settanta pezzi che sono rimasti fuori e ho visto che sono altrettanto variegati. Insomma, io sono cos\u00ec, e il mio lavoro rispecchia nel bene o nel male questo mio aspetto.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>V: D&#8217;altra parte un disco funziona quando c&#8217;\u00e8 un filo conduttore di qualche tipo, che nel tuo caso pu\u00f2 essere la particolarit\u00e0 della tua voce.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>I: Infatti, per me il filo conduttore sta non solo nella mia voce ma anche nel linguaggio che utilizzo. Poi vengono le ritmiche, i vestiti che metto addosso alle canzoni possono anche cambiare, ma questi sono due elementi stabili e che credo mi caratterizzino. E poi c\u2019\u00e8 una storia, nel \u201cdisoriente\u201d, un fil rouge, un viaggio che parte dal &#8220;Notturno italiano&#8221; di apertura e finisce nel Sudamerica della buona sorte, dove al centro della musica c\u2019\u00e8 il tempo del miracolo. C\u2019\u00e8 una storia da leggere, guidati dalla voce.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>V: Parliamo del titolo: cos&#8217;\u00e8 per te il disoriente?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>I: \u00c8 una condizione mentale. Il termine \u00e8 nato un paio d\u2019anni prima, quando ho deciso che dopo quindici anni di esperienze live volevo fare un disco, e fin dall&#8217;inizio ho deciso che il titolo sarebbe stato quello, ancor prima che esistesse la canzone &#8220;Disoriente&#8221;, che \u00e8 venuta dopo. Volevo che rappresentasse questa mia molteplicit\u00e0. Io ho almeno due aspetti contrastanti in me: sono molto tradizionalista, conservatrice, e allo stesso tempo molto tesa verso una vita all\u2019avanguardia. Questa \u00e8 una lite intestina perenne per me, anche dal punto di vista delle aspirazioni. \u00c8 molto difficile fare scelte in questa condizione. Il disoriente per me \u00e8 questo e l\u2019ho voluto nel titolo perch\u00e9 poi mi sono resa conto che non \u00e8 una condizione solo mia ma di molte altre persone, a loro modo frammentate come me. Penso a gente che alla mia et\u00e0 ha gi\u00e0 avuto due figli, due mariti, e che ha gi\u00e0 cambiato quattro citt\u00e0 e otto lavori eppure non ha ancora capito esattamente chi \u00e8 e dove vuole andare. Per cui probabilmente il disoriente \u00e8 la condizione mentale di una generazione che va dai 30 ai 45 e che si trova proiettata nel mondo senza sapere bene quello che deve fare, con un senso di smarrimento e senza veri punti di riferimento. Chi viaggia nel disoriente non \u00e8 un principiante, \u00e8 uno che ha gi\u00e0 sbagliato tanto e che dai suoi errori ha imparato qualcosa. La canzone \u00e8 arrivata dopo, grosso modo l&#8217;anno dopo, mentre probabilmente cercavo di spiegare a me stessa cosa fosse questo sentimento.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>V: Ritorniamo a parlare della realizzazione del disco. Come nascono le due collaborazioni principali, quella con <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/1613091-Alessio-Lega\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Alessio Lega<\/a> e quella con Gualtiero Bertelli?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>I: Con Alessio c&#8217;\u00e8 un rapporto speciale, oltre al fatto che \u00e8 un cantautore che stimo moltissimo: ha una voce calda, bellissima, e un modo di scrivere molto particolare. Da quando ci siamo incontrati abbiamo subito iniziato a cantare e suonare insieme, in modo totalmente spontaneo. Quando \u00e8 stato il momento di lavorare sul disco non ho pensato nemmeno per un attimo di non coinvolgerlo. D&#8217;altra parte ho sempre pensato che su disco avrei voluto altre voci maschili e non femminili e quindi Alessio si incastrava benissimo in tutto questo. Per quanto riguarda Gualtiero, \u00e8 una storia lunga: ci conosciamo da 16 anni, ci siamo incontrati al Tenco l\u2019anno in cui lui vinse la targa come miglior opera in dialetto e da allora lui non ha mai smesso di sostenermi e di credere in me. Anche qui tutto \u00e8 stato estremamente naturale: \u00e8 stato lui a presentarmi Valter Colle e quindi mi sembrava normale chiedergli di partecipare alle registrazioni. In modo particolare volevo che lui suonasse la sua fisarmonica in <em>Rosa Ros\u00e8ta<\/em>, perch\u00e9 volevo un suono grezzo, molto sporco, quasi primitivo. Il suo modo di suonare \u00e8 molto poco scolastico e molto energico, popolare, proprio quello che cercavo. Un suono da ballo al palchetto, da piazza.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>V: Com&#8217;\u00e8 stato accolto il disco?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>I: Ne so poco. A dire il vero ho letto poche recensioni, peraltro ottime. La gente mi manda delle e-mail meravigliose, ma bisogna anche dire che chi non vuole dirti cose meravigliose probabilmente non ti scrive! I segnali positivi sono i complimenti che arrivano da gente che non conoscevo e che non era obbligata a fare dei commenti. Ad esempio ho molto gradito le parole di <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/1301852-Oliviero-Malaspina\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Oliviero Malaspina<\/a>: dopo che ci siamo incrociati nel corso di un concerto gli ho lasciato il mio disco. Mi ha scritto qualche tempo dopo, cose molto belle che ma non era obbligato a scrivere. Poi c&#8217;\u00e8 la gente che viene a vedermi suonare e che alla fine del concerto viene a chiederti il disco: probabilmente \u00e8 quello il giudizio che pi\u00f9 conta. Non quello del Bertoncelli di turno e nemmeno quello dei colleghi cantautori, degli amici o dei parenti. Sono gli estranei che contano, quelli che per qualche motivo raccogli per strada e che poi ti porti dietro. \u00c8 per la gente che andiamo in piazza a suonare, per dare qualcosa, per lasciare una traccia. Pensa che il mese scorso mi ha perfino scritto una tenerissima lettera un fan giapponese! Queste sono emozioni.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Ninnanann\u00e0\" width=\"500\" height=\"375\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/E3sOcy1ff7Q?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>V: A proposito di temi ricorrenti, nel disco ritorna spesso l&#8217;immagine del mare, a partire dalla foto di copertina. A cosa devi questo legame?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>I: Sono nata a Sanremo, la foto di copertina e quelle del libretto sono scattate sulle spiagge di Sanremo. Le foto le ha fatte il mio amico fotografo sanremese Duilio Rizzo. Avevo visto delle foto sue in bianco e nero, reportage di viaggi in posti vicini e lontani che mi avevano colpito molto. Ho pensato che, se lui vedeva il mondo proprio in quel modo, poteva vedere anche me in un modo in cui io mi sarei accettata, riconosciuta. Ho difficolt\u00e0 con la mia immagine, non amo gli specchi, mi piace di pi\u00f9 specchiarmi negli altri e nelle cose. Nel mare, per esempio. Sono di mare e di vento. Il mare \u00e8 movimento continuo, sempre uguale e sempre diverso, come diceva il bardo. Ecco, \u00e8 un ottimo specchio e un buon punto di partenza e di arrivo, se si deve andare da qualche parte. C\u2019\u00e8 molto mare anche nelle mie canzoni e anche qualche collina, perch\u00e9 l\u2019immaginario si costruisce con gli affetti e la mia famiglia ha radici nelle province di Imperia e di Asti. Siamo arrivati a Torino quando io avevo poco pi\u00f9 di un anno, ma non mi sento molto metropolitana, non sono molto radicata nella citt\u00e0. La uso, mi usa, la sopporto, la vivo, la trovo perfino bella, ma ho il cuore nomade, la valigia pronta.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>V: In Italia, ma non solo, le esponenti del cantautorato al femminile si contano quasi sulle dita di una mano. Come mai, secondo te?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>I: \u00c8 una bella domanda che mi sono fatta tante volte anche io. Se fossi un\u2019antropologa, una sociologa, mi piacerebbe provare a iniziare una ricerca sull\u2019argomento. Credo ci siano mille motivi, di tipo storico, sociale, culturale, forse anche biologico o affettivo. Ma in realt\u00e0 non saprei proprio cosa risponderti, so solo quel che vedo, la mia esperienza. A me \u00e8 sempre venuto spontaneo, naturale, sia suonare sia cantare sia creare canzoni tutte mie, tutte per me. La prima di quelle che ho conservato per i miei archivi privati risale alla mia seconda media, parole, melodia e accordi, strofe e ritornelli, ci credi? Non mi sono mai chiesta se era una cosa da maschi o da femmine, mi veniva di farla e la facevo, basta. Per\u00f2 \u00e8 vero che se ci sono molte donne che interpretano o che fanno le front leader di un gruppo, sono poche le donne che si scrivono i testi che cantano (anche se ci sono tante donne che scrivono poesie, tantissime), e ancora meno donne che scrivono le musiche delle cose che cantano. Fa ancora molto effetto vedere sul palco persone come <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/999466-Cristina-Don%C3%A0\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Cristina Don\u00e0<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/360999-Carmen-Consoli\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Carmen Consoli<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/1805905-Andrea-Mir%C3%B2\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Andrea Mir\u00f2<\/a> con la chitarra a tracolla. Fino all\u2019altro ieri quando entravo in sala prove al Rock Lab con la Gibson in mano mi capitava ancora di vedere gente girarsi a cercare il chitarrista, il mio supposto fidanzato o fratello o amico a cui stavo gentilmente portando lo strumento. Sembra assurdo, ma \u00e8 successo. Ho sentito anni fa al Tenco la Don\u00e0 che diceva di avere avuto solo vantaggi dal suo essere donna nel mondo del cantautorato. Io non potrei dire la stessa cosa, non ho avuto la stessa fortuna. Ho piuttosto avuto l\u2019impressione di dover spesso dimostrare di essere brava il doppio, non so se mi spiego. Domande tipo: belle le tue canzoni, chi scrive la musica? Oppure: ah, ma suoni anche tu? Certi sguardi stupiti dei fonici quando chiedo una D.I. box o un certo tipo di effetto sono simili agli sguardi meravigliati dal meccanico quando discuto se \u00e8 il caso o meno di cambiare le pastiglie dei freni o la cinghia della distribuzione. A un maschietto non succederebbe, a una femminuccia succede. E spesso capita che le poche donne rischino di venire isolate, ghettizzate, magari anche con le migliori intenzioni, in una serata o in una manifestazione \u201cal femminile\u201d, dove, se le cose non sono gestite con grande sensibilit\u00e0, si rischia di venire trattate un po\u2019 come i panda, specie da guardare e da proteggere con tenerezza, un po\u2019 buffe, rare, curiose e in via di estinzione! Invece ho l\u2019impressione che siamo in via di \u201cespansione\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>V: Difficolt\u00e0 non credo che tu ne abbia incontrate in Francia, dove sei piuttosto conosciuta. Come \u00e8 nato questo rapporto particolare che ti lega ai francesi?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>I: Da uno di quei casi strani della vita. Nell\u2019\u201986 sono andata a studiare all\u2019universit\u00e0 di Lione e il mio professore di traduzione era Jean Guichard, probabilmente il massimo esperto francese di canzone italiana. Ci aveva dato da tradurre &#8220;Genova per noi&#8221; e io avevo con me come al solito la chitarra, cos\u00ec avevo preparato una versione che si potesse cantare. Durante la correzione, continuavo a rompere dicendo che s\u00ec, era corretto in francese ma che no, non andava bene perch\u00e9 non era cantabile, specie quando sono arrivati a tradurre il \u201cda da da\u201d jazzistico di Conte con un \u201cla la la\u201d assurdo. Allora Jean mi ha chiesto come mai sapevo tante cose sulla cantabilit\u00e0 dei brani e gli ho spiegato che\u00a0in fondo anche io nel mio piccolo, cantavo le mie cose. Lui mi ha detto: \u201cAh, ma allora tu sei quella Isa, ti ho sentita l\u2019anno scorso a Genova!\u201d Avevo partecipato a una rassegna di cantautori al Teatro Verdi di Bolzaneto organizzata dal Club Tenco, e lui era l\u00e0. Da quel giorno \u00e8 iniziata una grande amicizia e Jean mi ha voluta all\u2019universit\u00e0 per dei seminari sulla canzone d\u2019autore e dei concerti. Tutto \u00e8 cominciato cos\u00ec. L\u2019ultima volta \u00e8 stato a maggio, quando ho presentato il disco a Bourgoin-Jallieu.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>V: Quali sono i tuoi progetti futuri?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>I: Ne ho mille, come al solito. Ne avevo gi\u00e0 almeno cinquecento di mio, poi da quando ho conosciuto Alessio le cose si muovono almeno il doppio, se non il triplo. Le idee si moltiplicano, raddoppiano i coinvolgimenti. \u00c8 un bel modo di essere vivi. Si suona parecchio, Alessio \u00e8 molto conosciuto e sempre in giro. Ora poi bisogner\u00e0 pensare seriamente a presentare e portare in giro <em>Disoriente<\/em>, nel frattempo Alessio sta ultimando il suo primo CD<span id='easy-footnote-2-654' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.vincenzopalatella.com\/main\/archivio\/interviste\/isa\/#easy-footnote-bottom-2-654' title='Si tratter\u00e0 di &lt;a href=&quot;https:\/\/www.discogs.com\/release\/1986663-Alessio-Lega-Mariposa-Resistenza-E-Amore&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noreferrer noopener nofollow&quot;&gt;&lt;em&gt;Resistenza e amore&lt;\/em&gt;&lt;\/a&gt;.'><sup>2<\/sup><\/a><\/span>, arrangiato dai <a href=\"https:\/\/www.discogs.com\/artist\/1080057-Mariposa-3\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Mariposa<\/a>. Poi abbiamo in programma un paio di dischi in comune e molti altri spettacoli qua e l\u00e0, prima di pensare a un nuovo album di Isa. Che non sta ferma mai, a meno di cucirle la bocca e legarle le mani.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>V: Come vedi l&#8217;attuale scena musicale torinese?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>I: Purtroppo la frequento poco. Tradizionalmente Torino \u00e8 sempre stata una piazza rock e jazz. C\u2019\u00e8 un gran bel movimento e molti dei migliori musicisti jazz italiani si sono formati a Torino ma per quanto riguarda la canzone d\u2019autore ci sono pochi spazi, qui come in gran parte del paese. Tolto il Folk Club, non resta molto altro. C\u2019\u00e8 stata per due anni la rassegna di Chansonnier, c\u2019\u00e8 qualche locale \u201cilluminato\u201d tipo il Gilgamesh, il Caf\u00e8 Procope, il SoundTown, lo Zoobar, l\u2019Asylum a Collegno che ogni tanto offre una possibilit\u00e0 ma non molto di pi\u00f9. Il nostro tipo di proposta non si pu\u00f2 portare in un ristorante, un pub, un bar: richiede un ascolto attento, un minimo di spazio scenico. Ho fatto il chitarra-bar mille anni fa e mi ci sono anche divertita e pagata qualche viaggio all\u2019estero ma il tipo di scambio e di partecipazione che vorrei ora dalla gente che mi ascolta \u00e8 un altro.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.vincenzopalatella.com\/main\/archivio\/isa\/\" data-type=\"page\" data-id=\"654\">Isa<\/a>&nbsp;\u00a9 2026 di Vincenzo Palatella su licenza&nbsp;<a href=\"https:\/\/creativecommons.org\/licenses\/by-nc\/4.0\/\">CC BY-NC 4.0<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Isa su Discogs Intervista realizzata con Isabella Maria Zoppi per ilcielosutorino.org il 9 settembre 2003 al Caff\u00e8 Elena (Torino) Vincenzo: Disoriente \u00e8 il tuo primo disco malgrado una carriera gi\u00e0 relativamente lunga. 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